Che cos'è la malattia aterotrombotica e perché è importante
La malattia coronarica è una condizione in cui le arterie che portano il sangue al cuore si restringono o si danneggiano a causa di accumuli chiamati placche aterosclerotiche. Queste placche possono rompersi o erodersi, esponendo parti interne che attivano la formazione di coaguli nel sangue. Questo processo può causare infarto del miocardio, ictus e aumentare il rischio di morte per problemi cardiovascolari.
Il ruolo degli anticoagulanti orali
In passato si pensava che gli anticoagulanti orali non fossero efficaci nella prevenzione di questi eventi. Gli anticoagulanti tradizionali, come gli inibitori della vitamina K, non hanno mostrato un beneficio chiaro rispetto ai farmaci che impediscono l'aggregazione delle piastrine (antiaggreganti).
Negli studi recenti, sono stati testati nuovi anticoagulanti chiamati inibitori del fattore Xa, come apixaban e rivaroxaban, soprattutto in pazienti con problemi cardiaci acuti. Dosi elevate di apixaban non hanno ridotto gli eventi e hanno aumentato il rischio di sanguinamenti. Invece, dosi basse di rivaroxaban (2,5 mg due volte al giorno) hanno mostrato una riduzione degli eventi cardiovascolari quando usate insieme a due farmaci antiaggreganti dopo un evento cardiaco acuto.
Lo studio COMPASS: cosa ha valutato
Lo studio COMPASS ha coinvolto oltre 27.000 pazienti con malattia coronarica stabile o malattia arteriosa periferica in 33 paesi. Per la parte dedicata alla malattia coronarica, sono stati inclusi pazienti con:
- Infarto del miocardio negli ultimi 20 anni
- Malattia coronarica che coinvolge più vasi sanguigni
- Angina stabile o instabile
- Precedenti interventi di rivascolarizzazione coronarica (sia per via percutanea che chirurgica)
I pazienti sono stati divisi in tre gruppi per ricevere:
- Rivaroxaban 2,5 mg due volte al giorno + aspirina 100 mg una volta al giorno
- Rivaroxaban 5 mg due volte al giorno
- Aspirina 100 mg una volta al giorno
Lo studio era "doppio cieco", cioè né i pazienti né i medici sapevano quale trattamento veniva somministrato.
Risultati principali dello studio COMPASS
Il trattamento con rivaroxaban a basso dosaggio più aspirina ha ridotto significativamente il rischio di infarto, ictus o morte per cause cardiovascolari rispetto alla sola aspirina. In particolare:
- Il gruppo con rivaroxaban più aspirina ha avuto meno eventi cardiovascolari (4%) rispetto al gruppo con solo aspirina (6%).
- Il rivaroxaban da solo non ha mostrato una riduzione significativa rispetto alla sola aspirina.
Tuttavia, la combinazione di rivaroxaban e aspirina ha aumentato il rischio di sanguinamenti maggiori, soprattutto nel tratto gastrointestinale. Nonostante questo, non si sono registrati aumenti significativi di sanguinamenti cerebrali o fatali.
Un dato molto importante è che la combinazione ha anche ridotto la mortalità totale del 23% rispetto alla sola aspirina.
Chi può beneficiare di questa terapia
I benefici del trattamento combinato sono stati confermati in diversi gruppi di pazienti, indipendentemente da:
- Età
- Sesso
- Presenza di diabete
- Precedenti infarti o interventi cardiaci
Questo indica che la combinazione di rivaroxaban a basso dosaggio con aspirina può essere una strategia efficace per ridurre eventi gravi in molte persone con malattia coronarica stabile, mantenendo un rischio di sanguinamento accettabile.
In conclusione
Lo studio COMPASS ha dimostrato che, nei pazienti con malattia coronarica stabile, l'aggiunta di un basso dosaggio di rivaroxaban all'aspirina può ridurre il rischio di infarto, ictus e morte cardiovascolare. Sebbene aumenti il rischio di sanguinamenti maggiori, soprattutto a livello gastrointestinale, questo rischio è bilanciato da una significativa riduzione della mortalità totale. Questi risultati rappresentano un importante passo avanti nella prevenzione degli eventi aterotrombotici in pazienti ad alto rischio.