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Articolo per pazienti Pubblicato: 20/05/2019 Lettura: ~2 min

Terapia antitrombotica temporanea dopo chiusura del PFO in pazienti a basso rischio di ictus

Fonte
Wintzer-Wehekind J - Am J Cardiol. 2019, 123(9):1538-1545.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La chiusura del forame ovale pervio (PFO) è una procedura che può essere eseguita in persone che hanno avuto un evento ischemico senza una causa chiara. Uno degli aspetti importanti riguarda la durata della terapia antitrombotica dopo questa procedura. Qui spieghiamo in modo semplice cosa hanno scoperto i ricercatori su questo tema.

Che cosa significa chiusura del PFO e terapia antitrombotica

Il forame ovale pervio (PFO) è un piccolo passaggio tra le camere del cuore che in alcune persone non si chiude dopo la nascita. In alcuni casi, può essere collegato a eventi ischemici, cioè a problemi causati da un blocco del flusso di sangue al cervello, come l'ictus.

La terapia antitrombotica (AT) è un trattamento che aiuta a prevenire la formazione di coaguli di sangue. Può essere fatta con farmaci antipiastrinici (come l'aspirina) o anticoagulanti.

Lo studio e i suoi risultati principali

  • Lo studio ha coinvolto 453 pazienti con un'età media di 48 anni, metà uomini, che avevano subito un evento ischemico senza causa chiara e sono stati sottoposti a chiusura del PFO.
  • Tutti i pazienti hanno ricevuto terapia antitrombotica dopo la chiusura del PFO, per lo più con antipiastrinici.
  • Durante un periodo medio di 8 anni di controllo, pochi pazienti hanno avuto nuovi eventi ischemici (ictus o attacchi ischemici transitori).
  • Alcuni pazienti hanno avuto sanguinamenti, in particolare quelli che assumevano aspirina, con pochi casi di emorragie gravi.
  • Il 18% dei pazienti ha interrotto la terapia antitrombotica in media dopo 7 mesi dalla procedura, per motivi diversi, tra cui effetti collaterali o senza un motivo specifico.
  • Importante: nessuno di questi pazienti che ha sospeso la terapia ha avuto nuovi eventi ischemici nei successivi anni di controllo.
  • Confrontando pazienti che hanno continuato la terapia con quelli che l'hanno sospesa entro un anno, non sono state trovate differenze nel rischio di nuovi eventi ischemici.

Cosa significa per i pazienti

Questi risultati suggeriscono che, in pazienti senza altre malattie che aumentano il rischio di ictus, la terapia antitrombotica dopo la chiusura del PFO può essere temporanea. In altre parole, potrebbe non essere necessario continuare la terapia per sempre, ma solo per un certo periodo dopo la procedura.

In conclusione

La chiusura del PFO in persone con eventi ischemici senza causa chiara è seguita da una terapia antitrombotica che può essere sospesa dopo alcuni mesi senza aumentare il rischio di nuovi problemi. Questo studio aiuta a capire che una terapia temporanea può essere sicura in questi casi, riducendo anche il rischio di effetti collaterali legati ai farmaci.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi

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