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Articolo per pazienti Pubblicato: 28/05/2019 Lettura: ~2 min

Rischio di tromboembolia nei pazienti con fibrillazione atriale e diabete di tipo 2 in relazione ai livelli di HbA1c

Fonte
Fangel MV - Circ Arrhythm Electrophysiol. 2019 May;12(5):e007030.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega come il controllo dello zucchero nel sangue, misurato tramite un esame chiamato HbA1c, possa influenzare il rischio di problemi di coagulazione del sangue in persone con fibrillazione atriale e diabete di tipo 2. È importante capire questi collegamenti per una migliore gestione della salute.

Che cosa è stato studiato

Un gruppo di ricercatori danesi ha analizzato dati di oltre 5.000 pazienti con due condizioni: fibrillazione atriale non valvolare (un tipo di alterazione del ritmo del cuore) e diabete mellito di tipo 2 (una malattia che causa un aumento del glucosio nel sangue).

Lo studio ha valutato come i livelli di emoglobina glicata (HbA1c), un esame che indica il controllo medio dello zucchero nel sangue negli ultimi 2-3 mesi, fossero collegati al rischio di tromboembolia. La tromboembolia è una condizione in cui si formano coaguli di sangue che possono bloccare i vasi sanguigni, causando problemi seri come l’ictus.

Come sono stati organizzati i pazienti

I pazienti sono stati divisi in tre gruppi in base al valore di HbA1c:

  • HbA1c ≤ 48 mmol/mol: buon controllo dello zucchero;
  • HbA1c tra 49 e 58 mmol/mol: controllo moderato;
  • HbA1c > 58 mmol/mol: controllo scarso.

Risultati principali

Rispetto al gruppo con HbA1c ≤ 48 mmol/mol, i pazienti con livelli più alti di HbA1c avevano un rischio maggiore di tromboembolia:

  • Nel gruppo con HbA1c tra 49 e 58 mmol/mol, il rischio era circa il 49% più alto;
  • Nel gruppo con HbA1c superiore a 58 mmol/mol, il rischio era circa il 59% più alto.

Questi risultati sono stati aggiustati per considerare altri fattori che potrebbero influenzare il rischio.

Effetto della durata del diabete

Quando i ricercatori hanno considerato da quanto tempo i pazienti avevano il diabete, hanno trovato che:

  • Nei pazienti con diabete da meno di 10 anni, l’aumento dei livelli di HbA1c era associato a un rischio più alto di tromboembolia;
  • Nei pazienti con diabete da 10 anni o più, non c’è stata una relazione chiara tra livelli di HbA1c e rischio di tromboembolia.

In conclusione

In persone con fibrillazione atriale e diabete di tipo 2, un controllo meno efficace dello zucchero nel sangue (valori più alti di HbA1c) è collegato a un aumento del rischio di coaguli pericolosi, soprattutto se il diabete è presente da meno di 10 anni. Questo aiuta a capire meglio quali pazienti potrebbero avere un rischio maggiore e sottolinea l’importanza del monitoraggio glicemico.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi

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