Il caso del paziente
Si tratta di un uomo di 81 anni, che pesa 71 kg. È fumatore e non ha familiari con malattie cardiache. Ha una pressione alta controllata con farmaci, un livello di grassi nel sangue (colesterolo e simili) normale senza bisogno di farmaci, e una malattia dei vasi sanguigni del collo non grave.
Nel 2008 ha subito un intervento per rimuovere un aneurisma (una dilatazione anomala) dell’aorta addominale, con l’inserimento di una protesi. In passato ha avuto anche un’emorragia cerebrale causata da un trauma, trattata chirurgicamente, che ha lasciato qualche problema di comprensione ma non di movimento.
Controlli e diagnosi
Durante una visita nel 2015 e un controllo nel 2016, il paziente non riferiva disturbi. È stata sospesa la cardioaspirina (un farmaco che previene la formazione di coaguli) e si è eseguito un monitoraggio cardiaco continuo (ECG Holter).
L’Holter ha mostrato una fibrillazione atriale (un ritmo cardiaco irregolare) con una frequenza media di 90 battiti al minuto durante il giorno e alcune pause del battito notturne fino a quasi 3 secondi. Dopo sei mesi, un nuovo controllo ha confermato queste anomalie e ha mostrato anche alcuni battiti prematuri isolati.
Scelta della terapia anticoagulante
Considerando il rischio di formazione di coaguli, è stata iniziata una terapia con Dabigatran 110 mg due volte al giorno. Sono stati programmati ulteriori controlli con Holter e esami del sangue per monitorare la situazione.
Nel dicembre 2017, durante un controllo per il rinnovo della terapia, Dabigatran è stato sospeso a causa dell’uso contemporaneo di un altro farmaco (gardenale), che poteva interferire. Al suo posto è stato prescritto Edoxaban 60 mg, adatto anche perché il paziente aveva una funzione renale moderatamente ridotta (filtrato glomerulare di 54 ml/min).
Un anno dopo, nel dicembre 2018, il quadro clinico era stabile e ben controllato. Per questo motivo, è stato deciso di continuare con Edoxaban 60 mg.
Perché Edoxaban?
- Il paziente è fragile e assume molti farmaci (politerapia).
- Edoxaban ha poche interazioni con altri farmaci, riducendo il rischio di effetti indesiderati.
- Ha anche una bassa interazione con un sistema enzimatico chiamato citocromo P450, importante per il metabolismo di molti farmaci.
In conclusione
In questo caso complesso, la scelta dell’anticoagulante è stata guidata dalla necessità di un farmaco efficace ma con poche interazioni e adatto a un paziente anziano e fragile. Edoxaban si è dimostrato la soluzione migliore per mantenere sotto controllo la fibrillazione atriale e ridurre il rischio di complicazioni.