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Articolo per pazienti Pubblicato: 16/07/2019 Lettura: ~2 min

Gestione dei defibrillatori impiantabili nei pazienti terminali: dove muoiono e come cambia la disattivazione degli shock

Fonte
Kinch Westerdahl A - International Journal of Cardiology 2019, 291, 57-62.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Molti pazienti con defibrillatori impiantabili (ICD) muoiono in reparti diversi dalla cardiologia. Uno studio ha valutato come è cambiata la disattivazione degli shock del defibrillatore nei pazienti in fase terminale dopo la pubblicazione di nuove linee guida. Questo aiuta a capire meglio come proteggere i pazienti da trattamenti inutili e fastidiosi negli ultimi momenti di vita.

Che cosa ha studiato la ricerca

Un gruppo di ricercatori svedesi ha analizzato due gruppi di pazienti con ICD che sono morti in ospedale. Il primo gruppo comprendeva 89 pazienti deceduti tra il 2003 e il 2010, prima delle nuove linee guida. Il secondo gruppo comprendeva 252 pazienti deceduti nel 2014, dopo la pubblicazione delle linee guida.

Dove muoiono i pazienti con ICD

È emerso che due terzi dei pazienti sono morti in reparti diversi dalla cardiologia. Questo significa che spesso la loro assistenza finale avviene in ambienti diversi da quelli specializzati in malattie del cuore.

Prescrizione di non rianimazione e disattivazione degli shock

  • Nel primo gruppo, il 54% dei pazienti aveva una prescrizione di non rianimazione (NR), cioè un ordine medico per non eseguire manovre di rianimazione in caso di arresto cardiaco.
  • Nel secondo gruppo, questa prescrizione era aumentata al 73%.
  • La disattivazione degli shock del defibrillatore è passata dal 52% nel primo gruppo al 67% nel secondo.

Differenze tra reparti

La differenza significativa nella disattivazione degli shock è stata osservata soprattutto nei pazienti ricoverati in cardiologia che avevano la prescrizione di non rianimazione. Inoltre, nel secondo gruppo, la disattivazione era più frequente nei pazienti con prescrizione NR in cardiologia rispetto a quelli con prescrizione NR in reparti non cardiologici.

Perché è importante

Disattivare gli shock del defibrillatore in pazienti terminali può evitare che ricevano stimoli dolorosi o inutili negli ultimi momenti di vita. Lo studio mostra che dopo le linee guida del 2010, questa pratica è aumentata, ma rimane diversa a seconda del reparto in cui il paziente si trova.

In conclusione

Molti pazienti con ICD muoiono fuori dai reparti di cardiologia. Dopo la pubblicazione delle linee guida, è aumentata la disattivazione degli shock nei pazienti terminali, soprattutto in cardiologia. Questo aiuta a migliorare la qualità di vita negli ultimi momenti, evitando trattamenti non necessari.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi

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