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Articolo per pazienti Pubblicato: 04/09/2019 Lettura: ~2 min

AFIRE Trial: uso ridotto di antiaggreganti piastrinici con rivaroxaban in pazienti con cardiopatia ischemica stabile e fibrillazione atriale

Fonte
Fonte: ESC 2019 - scientific session; studio presentato da Satoshi Yasuda, National Cerebral and Cardiovascular Center, Giappone; pubblicato sul New England Journal of Medicine.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Lo studio AFIRE ha esaminato il trattamento più sicuro ed efficace per pazienti con fibrillazione atriale e malattia coronarica stabile. I risultati mostrano che, in molti casi, è possibile usare solo un anticoagulante orale, riducendo il rischio di sanguinamenti senza aumentare il rischio di eventi cardiaci.

Che cosa ha studiato l'AFIRE Trial

Lo studio ha confrontato due tipi di trattamento in pazienti con fibrillazione atriale (un'irregolarità del battito cardiaco) e malattia coronarica stabile (problemi alle arterie del cuore):

  • un anticoagulante orale chiamato rivaroxaban da solo (monoterapia);
  • rivaroxaban insieme a un farmaco antiaggregante piastrinico (che previene la formazione di coaguli, come aspirina o clopidogrel).

I pazienti erano in gran parte già stati sottoposti a interventi per migliorare il flusso sanguigno al cuore, come l'angioplastica (PCI) o il bypass coronarico (CABG), almeno un anno prima.

Risultati principali

  • Dopo circa 2 anni di osservazione, la monoterapia con rivaroxaban è risultata non inferiore rispetto alla combinazione per prevenire eventi gravi come ictus, infarto o morte.
  • Il rischio di sanguinamento maggiore è stato ridotto di circa il 40% con la monoterapia rispetto alla terapia combinata.
  • Lo studio è stato interrotto prima del previsto perché nel gruppo con terapia combinata è stata osservata un'aumentata mortalità per tutte le cause, sia per problemi cardiaci che non.

Cosa significa per i pazienti

  • Nei pazienti con fibrillazione atriale che hanno subito un intervento come PCI o CABG, è consigliato assumere sia un anticoagulante sia un antiaggregante per i primi 12 mesi dopo l'intervento.
  • Dopo il primo anno, si può considerare di sospendere l'antiaggregante e continuare solo con l'anticoagulante orale.
  • Per i pazienti con malattia coronarica stabile senza interventi precedenti, la monoterapia con anticoagulante può essere sufficiente.

Dettagli importanti sul dosaggio

In Giappone, dove è stato condotto lo studio, il dosaggio di rivaroxaban usato è più basso (10-15 mg al giorno) rispetto a quello usato in altri paesi (20 mg al giorno). Studi precedenti hanno mostrato che questo dosaggio più basso nei pazienti giapponesi produce livelli nel sangue simili a quelli ottenuti con dosaggi più alti in altre popolazioni.

In conclusione

Lo studio AFIRE suggerisce che, per molti pazienti con fibrillazione atriale e malattia coronarica stabile, l'uso di un anticoagulante orale da solo può essere altrettanto efficace e più sicuro rispetto alla combinazione con farmaci antiaggreganti. Questo approccio può ridurre il rischio di sanguinamenti importanti e semplificare la terapia dopo il primo anno dall'intervento.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi

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