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Articolo per pazienti Pubblicato: 04/09/2019 Lettura: ~3 min

DANAMI-2: la PCI è più efficace della fibrinolisi nei pazienti con infarto STEMI anche dopo 16 anni

Fonte
ESC 2019 - scientific session; European Heart Journal; studio DANAMI-2 condotto da Michael Maeng, Aarhus University Hospital, Danimarca

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Lo studio DANAMI-2 ha confrontato due trattamenti per l'infarto miocardico con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI). I risultati a lungo termine mostrano che la procedura chiamata PCI offre benefici maggiori rispetto alla fibrinolisi. Questi dati aiutano a capire quale sia la cura migliore per chi ha un infarto di questo tipo.

Che cosa ha studiato DANAMI-2

Lo studio DANAMI-2 ha coinvolto 1572 pazienti con STEMI in Danimarca, arruolati tra il 1997 e il 2001. I pazienti sono stati divisi in due gruppi in modo casuale:

  • uno trattato con PCI, una procedura che apre le arterie bloccate usando un catetere e uno stent;
  • l'altro trattato con fibrinolisi, cioè con farmaci che sciolgono il coagulo che blocca l'arteria.

I pazienti negli ospedali periferici assegnati a PCI venivano trasferiti rapidamente in un centro specializzato, con un tempo massimo di trasferimento di 3 ore.

Come sono stati trattati i pazienti

  • Tutti hanno ricevuto subito farmaci come aspirina ed eparina per prevenire nuovi coaguli.
  • Chi riceveva fibrinolisi assumeva alteplase, un farmaco che scioglie il coagulo, in dosi specifiche.
  • Chi riceveva PCI veniva trattato con stent per aprire l'arteria e con farmaci antiaggreganti come ticlopidina o clopidogrel per evitare che il coagulo si riformasse.

Risultati a lungo termine dopo 16 anni

I dati raccolti per 16 anni mostrano che la PCI è associata a:

  • una riduzione del 14% nel rischio combinato di morte, nuovo infarto o ictus grave;
  • una riduzione del 25% dei reinfarti;
  • una riduzione del 22% dei decessi per cause cardiache.

In termini pratici, chi ha ricevuto PCI ha avuto meno eventi gravi e ha vissuto più a lungo senza nuovi problemi cardiaci rispetto a chi ha ricevuto fibrinolisi.

Dettagli importanti sui risultati

  • Il 60% dei pazienti ha avuto almeno un evento grave (morte, reinfarto o ictus) in 16 anni.
  • Il 50,8% dei pazienti è deceduto nel periodo di osservazione.
  • I pazienti trattati con PCI hanno avuto un rischio inferiore del 14% di questi eventi rispetto a quelli trattati con fibrinolisi.
  • La differenza nella mortalità totale tra i due gruppi non è risultata significativa dopo 16 anni, probabilmente perché con l’aumentare dell’età molti pazienti sono deceduti per altre cause.
  • La mortalità per cause cardiache è stata invece significativamente più bassa nel gruppo PCI (18,3%) rispetto a quello fibrinolisi (22,7%).

Commenti dei ricercatori

Michael Maeng, autore dello studio, sottolinea che la PCI rimane il trattamento migliore per l’infarto STEMI se può essere effettuata entro 2 ore dal primo contatto medico. Anche dopo 16 anni, i benefici della PCI sono evidenti, soprattutto nel ridurre i reinfarti e le morti cardiache.

In conclusione

Lo studio DANAMI-2 conferma che la PCI è una strategia più efficace della fibrinolisi per trattare l’infarto STEMI, offrendo una migliore protezione a lungo termine contro nuovi infarti e morte cardiaca. Questi risultati supportano l’uso della PCI quando è possibile eseguirla rapidamente.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi

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