Che cosa ha studiato DANAMI-2
Lo studio DANAMI-2 ha coinvolto 1572 pazienti con STEMI in Danimarca, arruolati tra il 1997 e il 2001. I pazienti sono stati divisi in due gruppi in modo casuale:
- uno trattato con PCI, una procedura che apre le arterie bloccate usando un catetere e uno stent;
- l'altro trattato con fibrinolisi, cioè con farmaci che sciolgono il coagulo che blocca l'arteria.
I pazienti negli ospedali periferici assegnati a PCI venivano trasferiti rapidamente in un centro specializzato, con un tempo massimo di trasferimento di 3 ore.
Come sono stati trattati i pazienti
- Tutti hanno ricevuto subito farmaci come aspirina ed eparina per prevenire nuovi coaguli.
- Chi riceveva fibrinolisi assumeva alteplase, un farmaco che scioglie il coagulo, in dosi specifiche.
- Chi riceveva PCI veniva trattato con stent per aprire l'arteria e con farmaci antiaggreganti come ticlopidina o clopidogrel per evitare che il coagulo si riformasse.
Risultati a lungo termine dopo 16 anni
I dati raccolti per 16 anni mostrano che la PCI è associata a:
- una riduzione del 14% nel rischio combinato di morte, nuovo infarto o ictus grave;
- una riduzione del 25% dei reinfarti;
- una riduzione del 22% dei decessi per cause cardiache.
In termini pratici, chi ha ricevuto PCI ha avuto meno eventi gravi e ha vissuto più a lungo senza nuovi problemi cardiaci rispetto a chi ha ricevuto fibrinolisi.
Dettagli importanti sui risultati
- Il 60% dei pazienti ha avuto almeno un evento grave (morte, reinfarto o ictus) in 16 anni.
- Il 50,8% dei pazienti è deceduto nel periodo di osservazione.
- I pazienti trattati con PCI hanno avuto un rischio inferiore del 14% di questi eventi rispetto a quelli trattati con fibrinolisi.
- La differenza nella mortalità totale tra i due gruppi non è risultata significativa dopo 16 anni, probabilmente perché con l’aumentare dell’età molti pazienti sono deceduti per altre cause.
- La mortalità per cause cardiache è stata invece significativamente più bassa nel gruppo PCI (18,3%) rispetto a quello fibrinolisi (22,7%).
Commenti dei ricercatori
Michael Maeng, autore dello studio, sottolinea che la PCI rimane il trattamento migliore per l’infarto STEMI se può essere effettuata entro 2 ore dal primo contatto medico. Anche dopo 16 anni, i benefici della PCI sono evidenti, soprattutto nel ridurre i reinfarti e le morti cardiache.
In conclusione
Lo studio DANAMI-2 conferma che la PCI è una strategia più efficace della fibrinolisi per trattare l’infarto STEMI, offrendo una migliore protezione a lungo termine contro nuovi infarti e morte cardiaca. Questi risultati supportano l’uso della PCI quando è possibile eseguirla rapidamente.