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Articolo per pazienti Pubblicato: 23/09/2019 Lettura: ~3 min

Studio ENTRUST: Edoxaban per pazienti con fibrillazione atriale sottoposti a angioplastica coronarica

Fonte
Andreas Goette et al., risultati del trial ENTRUST-AF PCI presentati al congresso ESC 2019 e pubblicati su The Lancet.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Gemma Salerno Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1221 Sezione: 2

Introduzione

Questo testo spiega i risultati di uno studio importante chiamato ENTRUST-AF PCI. Lo studio ha valutato la sicurezza e l'efficacia di un farmaco anticoagulante, l'Edoxaban, in pazienti con fibrillazione atriale che hanno subito un intervento di angioplastica coronarica con impianto di stent. L'obiettivo è capire se Edoxaban possa essere un'alternativa sicura rispetto ai trattamenti tradizionali.

Che cos'è lo studio ENTRUST-AF PCI?

Lo studio ENTRUST-AF PCI ha confrontato due tipi di terapie in pazienti con fibrillazione atriale (FA) che hanno subito un intervento di angioplastica coronarica percutanea (PCI) con impianto di stent per problemi cardiaci come la sindrome coronarica acuta o la cardiopatia ischemica stabile.

Le due terapie confrontate sono:

  • Doppia terapia antitrombotica (DAT): Edoxaban (un anticoagulante) più un farmaco antiaggregante chiamato inibitore P2Y12, senza aspirina.
  • Tripla terapia antitrombotica (TAT): anticoagulanti tradizionali (antagonisti della vitamina K, VKA) più inibitore P2Y12 e aspirina (ASA).

Perché è importante questo studio?

I pazienti con fibrillazione atriale hanno un rischio aumentato di formazione di coaguli nel sangue, che può portare a ictus. Per prevenire questo, si usano anticoagulanti. Tuttavia, molti di questi pazienti hanno anche problemi cardiaci che richiedono l'uso di stent, e in questi casi si usano anche farmaci antiaggreganti per prevenire la formazione di coaguli nelle arterie.

La combinazione di anticoagulanti e antiaggreganti può aumentare il rischio di sanguinamento. Quindi, è importante trovare un trattamento che protegga dai coaguli ma riduca il rischio di sanguinamenti.

Risultati principali dello studio

  • Lo studio ha coinvolto 1.506 pazienti con fibrillazione atriale sottoposti a PCI.
  • Il gruppo trattato con Edoxaban più inibitore P2Y12 ha mostrato un rischio di sanguinamento simile, ma non superiore, rispetto al gruppo trattato con la tripla terapia tradizionale.
  • Non è stata trovata una differenza significativa nel numero di eventi cardiaci gravi (come infarto o ictus) tra i due gruppi.
  • Il rischio di sanguinamenti gravi o clinicamente rilevanti è stato leggermente inferiore nel gruppo Edoxaban, anche se senza raggiungere una superiorità statistica.
  • Gli eventi di sanguinamento erano più frequenti nel gruppo tradizionale nelle settimane successive all'intervento.

Caratteristiche del trattamento con Edoxaban

  • Edoxaban è un anticoagulante che si prende una volta al giorno.
  • La dose può essere ridotta in base a fattori come la funzione renale, il peso corporeo o l'uso di altri farmaci.
  • Nel trial, Edoxaban è stato somministrato insieme a un inibitore P2Y12, principalmente Clopidogrel.

Considerazioni importanti

  • La tripla terapia con VKA, in passato raccomandata, è associata a un rischio maggiore di sanguinamento.
  • Studi precedenti con altri anticoagulanti orali non-vitamina K (NOAC) hanno mostrato risultati simili, suggerendo che eliminare l'aspirina può ridurre il rischio di sanguinamenti.
  • Lo studio ENTRUST-AF PCI è uno dei più vicini alla pratica clinica reale, con un dosaggio di Edoxaban conforme alle indicazioni approvate.
  • Alcune limitazioni dello studio includono il minor uso di inibitori P2Y12 più potenti e il fatto che molti pazienti nel gruppo VKA non avevano valori ottimali di coagulazione (INR <2) nelle prime settimane.
  • Il follow-up è durato 12 mesi, più lungo rispetto ad alcuni studi simili.

In conclusione

Lo studio ENTRUST-AF PCI mostra che per i pazienti con fibrillazione atriale sottoposti a angioplastica coronarica, una terapia con Edoxaban più un inibitore P2Y12 può essere un'alternativa sicura alla tradizionale tripla terapia con VKA, aspirina e inibitore P2Y12. Questa strategia riduce il rischio di sanguinamenti senza aumentare gli eventi cardiaci gravi. Questi risultati aiutano a offrire opzioni di trattamento più sicure e adatte alle esigenze dei pazienti.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Gemma Salerno

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