Che cosa è stato studiato
Un gruppo di ricercatori in Canada ha analizzato un grande numero di uomini di almeno 45 anni con bassi livelli di testosterone. Questi uomini non avevano malattie specifiche delle ghiandole che producono testosterone. Lo studio ha considerato dati raccolti tra il 1995 e il 2017 nel Regno Unito.
Cosa hanno cercato di capire
Gli studiosi hanno voluto vedere se l'uso della terapia sostitutiva con testosterone (TRT) aumentasse il rischio di:
- ictus ischemico (un tipo di danno al cervello causato da problemi di circolazione),
- attacchi ischemici transitori (TIA, episodi temporanei simili a ictus),
- infarto del miocardio (problemi al cuore causati da blocchi nelle arterie).
I risultati principali
Lo studio ha incluso 15.401 uomini seguiti per un totale di oltre 71.000 anni-persona (una misura che considera il numero di persone e il tempo di osservazione). Durante questo periodo, 850 uomini hanno avuto uno degli eventi sopra descritti.
Confrontando chi usava la terapia con testosterone con chi non la usava, è emerso che:
- chi assumeva il testosterone aveva un rischio aumentato del 21% di avere ictus, TIA o infarto, rispetto a chi non lo assumeva;
- il rischio era più alto nei primi due anni di trattamento, con un aumento del 35%;
- gli uomini tra i 45 e i 59 anni mostravano un rischio ancora più elevato, con un aumento del 44%.
Cosa significa tutto questo
Questi dati indicano che la terapia con testosterone può comportare un aumento del rischio di problemi cardiovascolari, specialmente all'inizio del trattamento e in uomini relativamente più giovani nella fascia studiata.
In conclusione
La terapia sostitutiva con testosterone in uomini anziani con bassi livelli ormonali può aumentare il rischio di ictus, attacchi ischemici transitori e infarto, soprattutto nei primi due anni di trattamento. È importante che questa informazione sia considerata quando si valutano i benefici e i rischi di questa terapia.