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Articolo per pazienti Pubblicato: 08/07/2019 Lettura: ~2 min

Propensity score sierico e calcificazioni coronariche in pazienti con malattia renale cronica (CKD): lo studio CRIC

Fonte
Am J Kidney Dis Mar 29 doi: 10.1053/j.ajkd.2019.01.024.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Luca Di Lullo Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1206 Sezione: 60

Introduzione

Le calcificazioni nelle arterie del cuore sono molto comuni nelle persone con malattia renale cronica (CKD). Questo studio ha esaminato un nuovo modo di misurare queste calcificazioni per capire meglio la loro gravità e come possono peggiorare nel tempo.

Che cosa sono le calcificazioni coronariche (CAC) e la malattia renale cronica (CKD)

Le calcificazioni coronariche sono depositi di calcio nelle arterie del cuore. Sono frequenti nelle persone con malattia renale cronica, una condizione in cui i reni funzionano meno bene per un lungo periodo. Queste calcificazioni aumentano il rischio di problemi al cuore e di morte per cause cardiovascolari.

Lo studio CRIC e il calcium propensity score

Lo studio ha coinvolto pazienti con CKD in stadio da 2 a 4, cioè con una riduzione moderata o severa della funzione renale. Sono stati seguiti 1.274 pazienti all'inizio e 780 di questi anche dopo alcuni anni.

È stato utilizzato un nuovo metodo chiamato calcium propensity score (o T50), che misura quanto velocemente le particelle di calcio cambiano forma nel sangue. Un valore basso di T50 indica un rischio più alto di calcificazioni.

Risultati principali

  • Al momento dell'inizio dello studio, 824 pazienti avevano calcificazioni coronariche.
  • Il valore T50 non era collegato alla presenza o assenza di calcificazioni.
  • Un valore T50 più basso era associato a calcificazioni più gravi nei pazienti che le avevano già.
  • Durante i 3 anni di osservazione, il 20% dei pazienti senza calcificazioni all'inizio ne ha sviluppate di nuove.
  • Il 19% di quelli con calcificazioni all'inizio ha visto un aumento significativo delle stesse.
  • Il valore T50 non prevedeva la comparsa di nuove calcificazioni, ma era legato alla loro progressione nei pazienti già affetti.

In conclusione

Nei pazienti con malattia renale cronica di stadio 2-4, un punteggio più alto di propensity score del calcio nel sangue è collegato a calcificazioni coronariche più dense e a una loro crescita più rapida nel tempo.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Luca Di Lullo

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