Che cosa significa lo studio
Un gruppo di ricercatori dell'Università Erasmus di Rotterdam ha studiato se l'aspirina, usata insieme a un altro medicinale chiamato ticagrelor, è utile o rischiosa per i pazienti con sindromi coronariche acute (SCA) che hanno subito un intervento chiamato PCI (una procedura per aprire le arterie del cuore).
Hanno analizzato i dati di uno studio chiamato GLOBAL LEADERS Trial, che ha coinvolto quasi 16.000 pazienti in 130 ospedali di diversi paesi. I pazienti erano divisi in due gruppi:
- Un gruppo ha preso aspirina e ticagrelor per 1 mese, poi solo ticagrelor per 23 mesi.
- L'altro gruppo ha preso aspirina più un altro medicinale (clopidogrel o ticagrelor) per 12 mesi, poi solo aspirina per altri 12 mesi.
Cosa è stato osservato
I ricercatori hanno guardato cosa è successo tra il 31° giorno e il 12° mese dopo l'intervento, concentrandosi sui pazienti con SCA che prendevano solo ticagrelor o ticagrelor più aspirina.
Hanno valutato due aspetti principali:
- Il numero di pazienti che sono morti o hanno avuto un nuovo infarto.
- Il numero di pazienti che hanno avuto sanguinamenti importanti.
Risultati principali
- Tra i pazienti che prendevano solo ticagrelor, il 1,5% ha avuto morte o nuovo infarto.
- Tra quelli che prendevano ticagrelor più aspirina, la percentuale è stata leggermente più alta, 2,0%, ma la differenza non è stata statisticamente significativa.
- Il rischio di sanguinamenti importanti era più basso nel gruppo che prendeva solo ticagrelor (0,8%) rispetto a chi prendeva anche aspirina (1,5%).
Cosa significa in pratica
L'aggiunta di aspirina oltre il primo mese dopo l'intervento non ha mostrato un chiaro beneficio nel ridurre eventi come morte o infarto.
Al contrario, l'aspirina ha aumentato il rischio di sanguinamento.
In conclusione
In pazienti con sindromi coronariche acute trattati con PCI, continuare l'aspirina oltre il primo mese insieme al ticagrelor può aumentare il rischio di sanguinamento senza migliorare la protezione contro eventi cardiaci gravi. Questi risultati aiutano a capire meglio come scegliere i farmaci più sicuri ed efficaci dopo l'intervento.