Che cosa è stato studiato
Lo studio ha analizzato i dati di quasi 200.000 pazienti con fibrillazione atriale e cancro attivo, raccolti dal 2010 al 2015. Tutti questi pazienti assumevano farmaci anticoagulanti orali, che servono a prevenire la formazione di coaguli nel sangue.
Farmaci confrontati
Sono stati confrontati quattro farmaci:
- Warfarin, un anticoagulante tradizionale;
- Dabigatran;
- Rivaroxaban;
- Apixaban.
I tre ultimi sono chiamati DOAC, ovvero anticoagulanti orali diretti, più recenti e con un meccanismo d'azione diverso dal warfarin.
Risultati principali
- Mortalità a un anno: era più alta nei pazienti trattati con warfarin (44,9%) rispetto a quelli che assumevano dabigatran (25%), rivaroxaban (24,4%) o apixaban (30%).
- Rischio di ictus ischemico: simile tra tutti e quattro i farmaci, con percentuali intorno all'11-14%.
- Rischio di ictus emorragico (ictus causato da sanguinamento): più alto nei pazienti con warfarin (1,2%) rispetto a quelli con DOAC (tra 0,5% e 0,8%).
Cosa significa
Questi dati indicano che nei pazienti con fibrillazione atriale e cancro, i DOAC sono associati a un rischio minore di morte e a un profilo di sicurezza migliore rispetto al warfarin. In particolare, il rischio di sanguinamento grave è più basso con i DOAC.
In conclusione
In sintesi, per le persone con fibrillazione atriale e cancro, i farmaci anticoagulanti orali diretti (DOAC) sembrano essere più sicuri e associati a una minore mortalità rispetto al warfarin, pur mantenendo un'efficacia simile nel prevenire l'ictus.