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Articolo per pazienti Pubblicato: 28/02/2020 Lettura: ~3 min

Anticoagulazione nel paziente con fibrillazione atriale e cancro attivo

Fonte
Cristina Dedionigi, Francesco Dentali; Linee Guida EHRA 2018; Studi ENGAGE AF-TIMI 48 e HOKUSAI-VTE CANCER; Vranckx P. et al., Arrhythmia & Electrophysiology Review 2018; Short N.J. et al., The Oncologist 2014; Steffel J. et al., Eur Heart J 2018; Fanola C. et al., J Am Coll Cardiol 2017; Raskob G.E. et al., N Eng J Med 2018.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Cristina Dedionigi Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1218 Sezione: 64

Introduzione

Questo testo descrive il caso di una donna con fibrillazione atriale e cancro al seno, illustrando le difficoltà e le scelte nel trattamento con farmaci anticoagulanti. L'obiettivo è spiegare in modo chiaro come si gestisce l'anticoagulazione in pazienti con queste condizioni complesse, mantenendo un linguaggio semplice e rassicurante.

Il caso clinico

Si tratta di una donna di 70 anni con pressione alta e fibrillazione atriale, che ha avuto un tumore al seno sinistro trattato nel 1996. Nel 2018 ha avuto una recidiva con infiltrazione della pelle e, dopo vari esami, è stata sottoposta a mastectomia sinistra. Dopo l'intervento, ha avuto un episodio di fibrillazione atriale trattato con farmaci e ripristino del ritmo cardiaco normale.

In seguito, ha sviluppato un nuovo tumore al seno destro, confermato da biopsia e PET, e ha iniziato la chemioterapia con paclitaxel e trastuzumab. Durante questo periodo ha avuto altri episodi di fibrillazione atriale, trattati con cardioversione elettrica. Dopo un episodio di difficoltà nel parlare (disartria), è stata sospesa la terapia con Warfarin a causa di un valore basso di INR, e iniziata una terapia con Enoxaparina, un anticoagulante a base di eparina.

Successivamente, è stata valutata da uno specialista e ha iniziato la terapia con Edoxaban, un anticoagulante orale diretto. Durante la chemioterapia ha sviluppato una riduzione delle cellule del sangue (pancitopenia) dovuta al trattamento, per cui Edoxaban è stato sospeso temporaneamente e sostituito con una dose più bassa di Enoxaparina. Dopo il miglioramento degli esami del sangue, la terapia con Edoxaban è stata ripresa a pieno dosaggio. La PET ha mostrato una riduzione della malattia e la paziente è stata sottoposta a mastectomia destra e ha continuato con terapie di mantenimento.

Considerazioni sulla terapia anticoagulante nei pazienti con cancro e fibrillazione atriale

Nei pazienti con fibrillazione atriale e cancro attivo, la scelta del farmaco anticoagulante è complessa per diversi motivi:

  • Warfarin richiede un controllo frequente del sangue (INR) che può essere difficile a causa di interazioni con altri farmaci, variazioni nell'assorbimento della vitamina K, problemi al fegato e altri fattori legati al cancro.
  • Le eparine a basso peso molecolare (EBPM) non hanno dimostrato efficacia nella prevenzione dell'ictus in questi pazienti con fibrillazione atriale.
  • I nuovi anticoagulanti orali diretti (DOACs) sono spesso esclusi dagli studi clinici nei pazienti oncologici per il rischio aumentato di sanguinamento e complicazioni legate alla funzione renale ed epatica, oltre alle possibili interazioni con i chemioterapici.

Le interazioni tra anticoagulanti e chemioterapici sono importanti perché alcuni farmaci influenzano il modo in cui il corpo elimina gli anticoagulanti. Ad esempio, il paclitaxel può modificare l'attività di enzimi e trasportatori nel fegato e nell'intestino che regolano i livelli dei farmaci nel sangue.

Perché è stato scelto Edoxaban in questo caso

  • Ha una minore interazione con l'enzima CYP3A4, riducendo il rischio di interferenze con la chemioterapia.
  • Ci sono più dati disponibili sul suo uso nei pazienti oncologici, grazie a studi come ENGAGE AF-TIMI 48 e HOKUSAI-VTE CANCER, che ne hanno valutato efficacia e sicurezza.

In conclusione

Il trattamento anticoagulante nei pazienti con fibrillazione atriale e cancro attivo richiede un approccio personalizzato, considerando le caratteristiche individuali, le interazioni farmacologiche e i rischi di sanguinamento. Edoxaban rappresenta una scelta valida in alcuni casi per la sua sicurezza e minori interazioni con i chemioterapici. Tuttavia, ogni decisione deve essere valutata attentamente da specialisti esperti.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Cristina Dedionigi

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