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Articolo per pazienti Pubblicato: 25/03/2020 Lettura: ~3 min

Rilevazione del SARS-CoV-2: differenze tra i test

Fonte
Wang W. JAMA. 2020 Mar 11. doi: 10.1001/jama.2020.3786.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Gemma Salerno Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Esistono diversi tipi di test per individuare il virus SARS-CoV-2, responsabile del COVID-19. Questi test si basano su metodi specifici e vengono eseguiti su vari tipi di campioni prelevati dal corpo. È importante conoscere le differenze tra questi test per comprendere come viene fatta la diagnosi e quali sono i campioni più affidabili.

Che cos'è il test rRT-PCR per il COVID-19

Il test più usato per identificare il virus SARS-CoV-2 si chiama rRT-PCR, che significa reazione a catena della polimerasi in tempo reale con trascrittasi inversa. Questo test cerca la presenza del materiale genetico del virus (acido nucleico) nelle secrezioni delle vie respiratorie, come il naso e la gola.

Come vengono raccolti i campioni

I campioni più comuni sono prelevati con tamponi dal naso (tamponi nasofaringei) o dalla gola (tamponi orofaringei). In casi particolari si possono usare anche altri tipi di campioni, come l'espettorato (muco che si tossisce dai polmoni), aspirati dalle vie respiratorie inferiori, lavaggio broncoalveolare (un liquido raccolto dai polmoni) o lavaggi nasofaringei.

Quali campioni sono più affidabili per trovare il virus

Uno studio su 205 pazienti con COVID-19 ha analizzato diversi tipi di campioni usando il test rRT-PCR. Ecco i risultati basati sul numero di test effettuati:

  • Liquido di lavaggio bronchiale: positivo nel 93% dei test (14 su 15)
  • Espettorato: positivo nel 72% dei test (75 su 104)
  • Secreto nasale: positivo nel 63% dei test (5 su 8)
  • Tamponi faringei (dalla gola): positivo nel 32% dei test (126 su 398)
  • Feci: positivo nel 29% dei test (44 su 153)
  • Sangue: positivo nel 1% dei test (3 su 307)
  • Urina: nessun risultato positivo (0 su 72)

Cosa significano questi risultati

I risultati mostrano che la capacità di individuare il virus varia molto a seconda del tipo di campione. I campioni prelevati direttamente dai polmoni (come il liquido di lavaggio bronchiale) sono i più affidabili, mentre i tamponi dalla gola hanno una sensibilità più bassa.

La combinazione di tamponi nasali e orofaringei è attualmente il metodo più usato e pratico per la diagnosi di routine.

La presenza del virus nelle feci suggerisce che il contagio potrebbe avvenire non solo attraverso le goccioline respiratorie, ma anche per via fecale. Inoltre, la presenza del virus nel sangue fa ipotizzare che l'infezione possa interessare tutto il corpo e che ci possa essere un rischio di trasmissione attraverso donazioni di organi da persone infette.

Ulteriori studi necessari

Lo studio non è definitivo e sono necessari altri approfondimenti per capire meglio come il virus si comporta nel tempo e quali campioni sono più indicati in diverse fasi della malattia.

In conclusione

Esistono diversi test per rilevare il virus SARS-CoV-2, con sensibilità variabile a seconda del tipo di campione usato. Attualmente, la combinazione di tamponi nasali e orofaringei è la più pratica e comune per la diagnosi. Tuttavia, la presenza del virus in altri campioni come le feci e il sangue indica che il contagio potrebbe avvenire anche in modi diversi da quelli respiratori. Sono necessari ulteriori studi per migliorare la diagnosi e la comprensione della malattia.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Gemma Salerno

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