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Articolo per pazienti Pubblicato: 02/04/2020 Lettura: ~4 min

Procedure di elettrofisiologia ed elettrostimolazione durante l’epidemia COVID-19: raccomandazioni AIAC

Fonte
Raccomandazioni AIAC - Associazione Italiana Aritmologia e Cardiostimolazione, Presidente Renato Pietro Ricci

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Renato Pietro Ricci Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1227 Sezione: 67

Introduzione

La pandemia di COVID-19 ha cambiato profondamente il modo in cui vengono organizzate le cure mediche, specialmente per chi si occupa di problemi del ritmo cardiaco. Questo testo spiega in modo chiaro come sono state adattate le procedure per garantire la sicurezza di pazienti e operatori, mantenendo le cure urgenti.

Che cosa è cambiato nell'organizzazione delle cure

L'emergenza COVID-19 ha modificato sia la vita di tutti i giorni sia il funzionamento degli ospedali e dei servizi sanitari territoriali. Questo ha un forte impatto sulle attività legate allo studio e al trattamento delle aritmie cardiache, sia quelle di routine sia quelle che richiedono interventi specifici.

Le decisioni operative e la pianificazione delle attività sono gestite direttamente dalle singole direzioni sanitarie degli ospedali. Queste possono variare molto da luogo a luogo, a seconda della situazione locale e della diffusione del virus.

Quali procedure sono rimandate e quali sono urgenti

In generale, tutte le procedure che possono essere rimandate senza rischio per il paziente vengono differite. Questo serve a:

  • concentrare le risorse sui pazienti con COVID-19 e su quelli con problemi cardiaci gravi;
  • ridurre il rischio di contagio per i pazienti stabili.

Le procedure da considerare urgenti e quindi da eseguire subito sono, per esempio:

  • impianto di pacemaker in caso di bradicardia (battito cardiaco troppo lento) che causa sintomi;
  • ablazione (una procedura per eliminare aree del cuore che causano aritmie) in caso di tachicardia ventricolare che si ripresenta frequentemente.

Le procedure che possono essere rimandate includono:

  • ablazioni in pazienti stabili;
  • aggiornamenti di dispositivi;
  • impianto di loop recorder (dispositivi per monitorare il ritmo cardiaco);
  • chiusura dell’auricola sinistra (una parte del cuore);
  • alcuni impianti di defibrillatori (ICD) per prevenzione primaria, cioè per evitare problemi futuri in pazienti senza sintomi.

La decisione di eseguire o rimandare l’impianto di defibrillatori deve essere valutata caso per caso, considerando il rischio specifico di aritmie del paziente.

Presenza del personale tecnico durante le procedure

Un aspetto importante riguarda la presenza in sala operatoria degli ingegneri delle aziende produttrici di dispositivi per assistere durante l’impianto di ICD e CRT (dispositivi per il cuore). Molte strutture hanno limitato o vietato questo accesso per ridurre il numero di persone in ospedale.

Dal punto di vista legale, la presenza di questi tecnici non è obbligatoria. La responsabilità della procedura è del medico e del suo team, che seguono i protocolli interni della struttura.

Misure di sicurezza e protezione

Prima di ogni procedura, i pazienti vengono sottoposti a uno screening per individuare eventuali rischi di contagio. Inoltre, sia i pazienti sia gli operatori devono usare dispositivi di protezione adeguati secondo le regole dell’ospedale.

Gestione delle visite ambulatoriali e controllo dei dispositivi impiantabili

Per le visite di controllo dei dispositivi cardiaci impiantabili (come pacemaker e defibrillatori), si raccomanda di usare il monitoraggio remoto. Questo significa che i dati del dispositivo vengono trasmessi a distanza, evitando la necessità di recarsi in ospedale.

Nei pazienti già seguiti con questo sistema, le visite in ospedale possono essere sostituite dalla trasmissione telematica, a meno che non ci siano motivi clinici specifici per incontrare il medico.

Si può anche valutare la possibilità di inserire nuovi pazienti nel sistema di monitoraggio remoto, se possibile.

Non è consigliato effettuare controlli di routine sui pazienti ricoverati per altre cause se non ci sono indicazioni specifiche legate al dispositivo.

Ogni centro deve riorganizzare il calendario delle visite in base alle necessità cliniche, alle caratteristiche dei dispositivi e allo stato della batteria rilevato all’ultimo controllo.

Poiché il virus può diffondersi anche tramite superfici contaminate, è molto importante pulire regolarmente i dispositivi usati per i controlli con prodotti disinfettanti, seguendo le procedure stabilite dai comitati ospedalieri per il controllo delle infezioni.

Telemedicina e teleconsulto

Per i pazienti con problemi del ritmo cardiaco ma senza dispositivi impiantabili, si possono usare diverse tecnologie offerte dalla telemedicina. Questo permette di seguire i pazienti a distanza.

È importante sviluppare e utilizzare il teleconsulto, cioè la possibilità di consultare il medico tramite strumenti digitali, per ridurre gli spostamenti e i rischi di contagio.

In conclusione

Durante l’emergenza COVID-19, le procedure per il trattamento delle aritmie cardiache sono state adattate per garantire la sicurezza di tutti. Le attività urgenti vengono mantenute, mentre quelle che possono essere rimandate vengono differite. L’uso del monitoraggio remoto e della telemedicina è fondamentale per ridurre i contatti diretti e proteggere pazienti e operatori sanitari.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Renato Pietro Ricci

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