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Articolo per pazienti Pubblicato: 06/04/2020 Lettura: ~3 min

Come viene trattata la fibrillazione atriale in Italia: i risultati dello studio BLITZ-AF

Fonte
Gulizia MM et al. Management of atrial fibrillation in the emergency room and in the cardiology ward: the BLITZ AF study. Europace. 2019;21(2):230-238. Cemin R et al. One-year clinical events and management of patients with atrial fibrillation hospitalized in cardiology centers: Data from the BLITZ-AF study. Eur J Int Med in press

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Mauro Contini Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1116 Sezione: 34

Introduzione

Lo studio BLITZ-AF ha analizzato come viene gestita la fibrillazione atriale in Italia, una condizione del cuore che può aumentare il rischio di problemi seri come l’ictus. I risultati mostrano che, grazie a terapie efficaci e sicure, il rischio di complicazioni gravi è ridotto, anche se la mortalità rimane ancora significativa. Questo testo spiega in modo chiaro i dati principali e cosa significano per i pazienti.

Che cos’è lo studio BLITZ-AF

BLITZ-AF è uno studio italiano che ha coinvolto 154 centri in tutto il paese tra febbraio e dicembre 2016. Sono stati seguiti 6.275 pazienti che si sono presentati al pronto soccorso con fibrillazione atriale o flutter atriale, due tipi di aritmie cardiache. L’età media era di 74 anni e la maggior parte dei pazienti erano uomini. Molti avevano anche altre malattie, come l’ipertensione arteriosa. Interessante è che circa il 38% dei pazienti non mostrava sintomi legati all’aritmia.

Risultati principali sul trattamento e la mortalità

  • La mortalità durante il ricovero è stata dell’1,2%, mentre a un anno è salita al 9,2%, un valore più alto rispetto ad altri studi che includevano anche pazienti ambulatoriali.
  • La maggior parte dei pazienti è stata trattata con terapia anticoagulante, cioè farmaci che aiutano a prevenire la formazione di coaguli di sangue, riducendo così il rischio di ictus.
  • Tra gli anticoagulanti, si è osservato un uso crescente dei nuovi anticoagulanti orali (NAO), considerati più facili da gestire e più sicuri rispetto ai farmaci tradizionali (antagonisti della vitamina K, VKA).
  • Al momento della dimissione, il 45,6% dei pazienti era in ritmo cardiaco normale (ritmo sinusale).
  • Alcuni pazienti erano ancora trattati solo con antiaggreganti piastrinici (farmaci che prevengono l’aggregazione delle piastrine) o senza alcuna terapia antitrombotica, situazioni che potrebbero essere migliorate.

Follow-up e andamento a un anno

Un gruppo di 2.343 pazienti è stato seguito per circa un anno. Durante questo periodo:

  • La mortalità è rimasta elevata, con le principali cause di morte legate a insufficienza cardiaca, aritmie, sindrome coronarica acuta e ictus ischemico.
  • Gli eventi di ictus ischemico fatale e di emorragie gravi sono stati molto pochi, soprattutto in pazienti trattati correttamente con anticoagulanti.
  • La maggior parte delle emorragie maggiori si è verificata in pazienti trattati con i farmaci tradizionali (VKA).
  • La percentuale di pazienti senza sintomi è aumentata nel tempo, arrivando al 61,4%.
  • La fibrillazione atriale tende a ripresentarsi frequentemente, colpendo quasi un quarto dei pazienti.
  • Nel tempo c’è stato un aumento nell’uso dei nuovi anticoagulanti orali (NAO) e una diminuzione nell’uso dei VKA.
  • Alcuni pazienti inizialmente senza terapia o con solo antiaggreganti sono passati a una terapia anticoagulante.
  • Una parte dei pazienti ha interrotto la terapia anticoagulante, spesso per decisioni mediche legate alla stabilità del ritmo cardiaco o ad altri motivi.

Osservazioni importanti

  • Il trattamento anticoagulante, soprattutto con i NAO, è considerato efficace e sicuro, e il loro uso è in aumento in Italia.
  • Nonostante i progressi, ci sono ancora situazioni in cui la terapia non segue completamente le linee guida, come la sospensione precoce del trattamento o l’uso eccessivo di anticoagulanti in pazienti a basso rischio.
  • La fibrillazione atriale spesso non dà sintomi, quindi è importante una corretta valutazione del rischio per decidere il trattamento più adatto.

In conclusione

Lo studio BLITZ-AF mostra che in Italia la fibrillazione atriale è trattata sempre meglio, con un uso crescente di terapie anticoagulanti efficaci e sicure, in particolare i nuovi anticoagulanti orali. Questo ha portato a un basso rischio di ictus ischemico e a un basso rischio di emorragie gravi. Tuttavia, la mortalità rimane ancora elevata, principalmente a causa di altre complicazioni cardiache. È importante continuare a migliorare l’aderenza alle linee guida per garantire a tutti i pazienti la migliore cura possibile.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Mauro Contini

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