Che cos'è la fibrillazione atriale (FA)?
La fibrillazione atriale è un tipo di aritmia, cioè un'alterazione del normale ritmo del cuore. È la più frequente nei paesi sviluppati e colpisce soprattutto gli uomini e le persone anziane. Infatti, la sua presenza aumenta con l'età, tanto che è considerata tipica negli anziani.
Quanto è diffusa la fibrillazione atriale?
Uno studio in Italia del 2016 ha esaminato più di 4.500 persone sopra i 65 anni, scoprendo che circa il 7,3% aveva questa aritmia. Si prevede che questa percentuale possa arrivare fino al 14% entro il 2060. Inoltre, molti anziani con FA hanno altre malattie che rendono più difficile la gestione della loro condizione.
Perché è importante la terapia anticoagulante?
L'unico trattamento che ha dimostrato di migliorare significativamente la sopravvivenza nelle persone con FA è la terapia anticoagulante. Questa terapia aiuta a prevenire la formazione di coaguli nel sangue che possono causare ictus o embolie. Tuttavia, gli anziani fragili spesso non ricevono questa terapia, anche quando sarebbe indicata. Infatti, solo circa la metà di loro viene trattata adeguatamente.
Quali sono le opzioni di terapia anticoagulante?
- Warfarin: un anticoagulante tradizionale che richiede frequenti controlli del sangue per mantenere il trattamento efficace e sicuro.
- Anticoagulanti orali diretti (DOACs): includono Apixaban, Dabigatran, Edoxaban e Rivaroxaban. Questi farmaci sono più recenti e hanno dimostrato di essere almeno altrettanto efficaci del Warfarin nel prevenire ictus ed embolie.
Vantaggi dei DOACs rispetto al Warfarin
- Riduzione del rischio di emorragia intracranica (sanguinamento nel cervello) di circa il 50%.
- Minore necessità di controlli frequenti del sangue, rendendo la gestione più semplice, soprattutto per gli anziani fragili.
- Effetto simile in tutte le età, con un basso rischio di sanguinamenti gravi anche nei pazienti più anziani.
Quando è raccomandato utilizzare i DOACs?
Le linee guida europee del 2016 suggeriscono di preferire i DOACs rispetto al Warfarin quando si inizia una terapia anticoagulante in pazienti con FA non valvolare di recente diagnosi. Per chi è già in trattamento con Warfarin e ha un buon controllo (misurato con un parametro chiamato TTR), si può valutare se continuare o passare ai DOACs.
Considerazioni importanti sulla gestione con Warfarin
- Il valore ideale di TTR (tempo in cui il sangue è nel range terapeutico) è sopra il 70%, ma nella pratica spesso è più basso.
- Un buon TTR non garantisce sempre una riduzione dei rischi di ictus o sanguinamenti maggiori.
- Anche con valori di controllo adeguati, il Warfarin non elimina completamente il rischio di emorragia cerebrale.
L'importanza della scelta oggi
Con l’esperienza accumulata negli anni, molti esperti ritengono che sia meglio preferire i DOACs anche per i pazienti già in trattamento con Warfarin, soprattutto per ridurre il rischio di sanguinamenti gravi e per semplificare la gestione terapeutica.
Inoltre, la pandemia di COVID-19 ha reso più difficile per gli anziani andare spesso in ospedale per i controlli necessari con Warfarin. I DOACs richiedono meno controlli, rappresentando quindi una scelta più comoda e sicura in questo periodo.
In conclusione
La fibrillazione atriale è una condizione comune negli anziani che richiede una terapia anticoagulante per prevenire complicazioni gravi. I nuovi anticoagulanti orali diretti (DOACs) offrono vantaggi importanti rispetto al Warfarin, come un minor rischio di sanguinamenti cerebrali e una gestione più semplice. Per questo motivo, oggi si tende a preferire i DOACs anche per chi era già in trattamento con Warfarin, migliorando così la sicurezza e la qualità della vita dei pazienti.