Che cosa sono antiaggreganti e anticoagulanti
Gli antiaggreganti sono farmaci che impediscono alle piastrine di attaccarsi tra loro e formare coaguli. Gli anticoagulanti, invece, agiscono su altre parti del processo di coagulazione per evitare la formazione di trombi più grandi.
Quando si usano insieme
Circa il 20-30% delle persone con fibrillazione atriale (un tipo di aritmia cardiaca) ha anche problemi alle arterie coronarie. Inoltre, il 5-7% di chi ha subito un intervento per aprire le arterie coronarie deve prendere anticoagulanti per prevenire coaguli. Perciò, molti pazienti assumono insieme antiaggreganti e anticoagulanti.
Qual è la migliore combinazione
Gli studi più recenti mostrano che:
- L'associazione di anticoagulanti orali più nuovi (NOAC) con un solo antiaggregante (SAPT) è più sicura rispetto all'uso di anticoagulanti tradizionali (VKA) con due antiaggreganti (DAPT).
- Questa combinazione riduce il rischio di sanguinamenti importanti fino al 37% senza aumentare il rischio di problemi come infarto, ictus o trombosi dello stent.
Le raccomandazioni attuali
Secondo le linee guida europee, nei pazienti con fibrillazione atriale e sindrome coronarica acuta che devono fare un intervento alle coronarie:
- La triplice terapia (due antiaggreganti più anticoagulante) è raccomandata solo in chi ha basso rischio di sanguinamento.
- Per chi ha alto rischio di sanguinamento, la triplice terapia dovrebbe durare solo una settimana.
Domande ancora aperte
Nonostante i progressi, restano alcuni aspetti da chiarire, come:
- Qual è il miglior antiaggregante da associare ai NOAC.
- Le differenze di trattamento tra pazienti con sindrome coronarica acuta e quelli che fanno interventi programmati.
- Il dosaggio corretto dei NOAC quando usati insieme agli antiaggreganti.
- La durata ideale della terapia combinata.
In conclusione
La ricerca conferma che i nuovi anticoagulanti orali (NOAC) abbinati a uno o due antiaggreganti sono più sicuri rispetto ai vecchi anticoagulanti (VKA). Questa combinazione riduce i rischi di sanguinamento senza aumentare quelli di eventi gravi come infarti o ictus.