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Articolo per pazienti Pubblicato: 07/07/2020 Lettura: ~2 min

Antiaggreganti e anticoagulanti: qual è la combinazione migliore?

Fonte
Lip G.Y.H. et al., Europace 2019; Ceren Eyileten et al., J. Clin. Med. 2020

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Antonio Mugnolo Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1116 Sezione: 34

Introduzione

Molti pazienti con problemi al cuore devono assumere farmaci che aiutano a prevenire la formazione di coaguli nel sangue. Spesso si tratta di una combinazione di farmaci antiaggreganti e anticoagulanti. Capire quale combinazione sia più sicura ed efficace è importante per ridurre i rischi e proteggere la salute del cuore.

Che cosa sono antiaggreganti e anticoagulanti

Gli antiaggreganti sono farmaci che impediscono alle piastrine di attaccarsi tra loro e formare coaguli. Gli anticoagulanti, invece, agiscono su altre parti del processo di coagulazione per evitare la formazione di trombi più grandi.

Quando si usano insieme

Circa il 20-30% delle persone con fibrillazione atriale (un tipo di aritmia cardiaca) ha anche problemi alle arterie coronarie. Inoltre, il 5-7% di chi ha subito un intervento per aprire le arterie coronarie deve prendere anticoagulanti per prevenire coaguli. Perciò, molti pazienti assumono insieme antiaggreganti e anticoagulanti.

Qual è la migliore combinazione

Gli studi più recenti mostrano che:

  • L'associazione di anticoagulanti orali più nuovi (NOAC) con un solo antiaggregante (SAPT) è più sicura rispetto all'uso di anticoagulanti tradizionali (VKA) con due antiaggreganti (DAPT).
  • Questa combinazione riduce il rischio di sanguinamenti importanti fino al 37% senza aumentare il rischio di problemi come infarto, ictus o trombosi dello stent.

Le raccomandazioni attuali

Secondo le linee guida europee, nei pazienti con fibrillazione atriale e sindrome coronarica acuta che devono fare un intervento alle coronarie:

  • La triplice terapia (due antiaggreganti più anticoagulante) è raccomandata solo in chi ha basso rischio di sanguinamento.
  • Per chi ha alto rischio di sanguinamento, la triplice terapia dovrebbe durare solo una settimana.

Domande ancora aperte

Nonostante i progressi, restano alcuni aspetti da chiarire, come:

  • Qual è il miglior antiaggregante da associare ai NOAC.
  • Le differenze di trattamento tra pazienti con sindrome coronarica acuta e quelli che fanno interventi programmati.
  • Il dosaggio corretto dei NOAC quando usati insieme agli antiaggreganti.
  • La durata ideale della terapia combinata.

In conclusione

La ricerca conferma che i nuovi anticoagulanti orali (NOAC) abbinati a uno o due antiaggreganti sono più sicuri rispetto ai vecchi anticoagulanti (VKA). Questa combinazione riduce i rischi di sanguinamento senza aumentare quelli di eventi gravi come infarti o ictus.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Antonio Mugnolo

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