CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 29/10/2020 Lettura: ~4 min

Dati italiani 2017-2018 sulla sicurezza di Edoxaban e risultati dello studio ETNA-AF

Fonte
Dati italiani 2017-2018 di farmacovigilanza e studio ETNA-AF pubblicati da Giuseppe Camporese, Paolo Simioni, Enrico Bernardi.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Giuseppe Camporese Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1224 Sezione: 64

Introduzione

Edoxaban è un farmaco anticoagulante usato per prevenire l’ictus in persone con una particolare forma di aritmia cardiaca chiamata fibrillazione atriale non-valvolare. Questo testo spiega in modo chiaro e semplice i dati raccolti in Italia sul suo utilizzo e i risultati di uno studio importante che ne ha valutato la sicurezza e l’efficacia in pazienti reali, compresi molti anziani.

Che cos’è Edoxaban e come si usa

Edoxaban è un medicinale che agisce bloccando un fattore importante nella formazione dei coaguli di sangue, chiamato fattore X attivato. È stato approvato in Europa nel 2015 per prevenire l’ictus in persone con fibrillazione atriale non-valvolare (FANV), una condizione in cui il cuore batte in modo irregolare.

Questo farmaco si assume in una dose fissa, senza bisogno di controlli frequenti del sangue. Non ha molte interazioni con altri medicinali, tranne con alcuni specifici (inibitori della glicoproteina P). Inoltre, il cibo non altera in modo significativo la sua efficacia.

Edoxaban non è indicato in persone con problemi gravi al fegato o con una funzione renale molto ridotta (clearance della creatinina ≤ 15 mL/min).

La dose abituale è di 60 mg al giorno, che si riduce a 30 mg se il paziente pesa meno di 60 kg, ha una funzione renale moderatamente ridotta o assume contemporaneamente alcuni farmaci specifici.

Edoxaban nei pazienti con fibrillazione atriale

La terapia anticoagulante è molto importante per prevenire l’ictus nei pazienti con FANV, ma spesso viene usata meno del necessario, soprattutto negli anziani, per paura di sanguinamenti gravi.

In realtà, negli anziani molto avanti con l’età (>85 anni) che non assumono anticoagulanti, il rischio di ictus è più alto di quello di sanguinamento. In questi pazienti, gli anticoagulanti orali diretti (DOACs), come Edoxaban, sono efficaci e più sicuri rispetto ai vecchi farmaci (antagonisti della vitamina K).

Lo studio ENGAGE AF-TIMI 48 ha coinvolto oltre 21.000 pazienti con FANV, molti dei quali anziani e con condizioni di salute più fragili. In questi pazienti, l’uso di Edoxaban ha ridotto del 60% il rischio di sanguinamento cerebrale grave rispetto ai vecchi farmaci. Anche nei pazienti oltre gli 85 anni, Edoxaban si è dimostrato più sicuro.

È importante sottolineare che negli anziani il rischio di cadute aumenta, e questo può aumentare il rischio di sanguinamenti maggiori e mortalità. Nonostante ciò, il beneficio di Edoxaban in questi pazienti è superiore rispetto ai farmaci tradizionali.

Dati reali dall’Italia e dallo studio ETNA-AF

Edoxaban è stato introdotto più recentemente rispetto ad altri DOACs, quindi inizialmente mancavano dati sul suo uso nella pratica quotidiana. Tuttavia, l’analisi delle segnalazioni spontanee di effetti collaterali in Italia nel 2017-2018 ha mostrato che Edoxaban è associato al minor numero di sanguinamenti cerebrali tra i DOACs, confermando la sua sicurezza.

Più dell’80% delle segnalazioni riguardava pazienti sopra i 65 anni, confermando l’uso frequente in questa fascia di età.

Lo studio ETNA-AF è stato realizzato per raccogliere dati di sicurezza ed efficacia di Edoxaban in pazienti reali con FANV, inclusi sia specialisti sia medici di base. Sono stati seguiti oltre 13.000 pazienti per un anno, con più della metà sopra i 75 anni.

I pazienti avevano spesso altre malattie come ipertensione, diabete e problemi respiratori. Rispetto allo studio ENGAGE AF-TIMI 48, i pazienti erano leggermente diversi, ma la maggior parte ha seguito le indicazioni corrette per il dosaggio di Edoxaban.

Durante il primo anno, i tassi di sanguinamenti gravi, ictus e mortalità sono stati bassi e sono aumentati lentamente nel tempo. I pazienti più anziani, fragili o con punteggi più alti di rischio hanno avuto eventi più frequenti, ma il rischio di sanguinamento cerebrale è rimasto basso e simile a quello della popolazione generale.

Chi assumeva la dose più bassa di 30 mg tendeva ad avere eventi maggiori e mortalità più elevata, probabilmente perché erano pazienti con condizioni più delicate, ma il rischio di ictus era simile tra le due dosi.

In conclusione

Edoxaban è un anticoagulante orale recente, studiato su una grande popolazione di pazienti con fibrillazione atriale, inclusi molti anziani e persone con altre malattie. I dati raccolti in Italia e i risultati dello studio ETNA-AF confermano che Edoxaban è sicuro ed efficace nella pratica quotidiana.

In particolare, questo farmaco si associa a un rischio più basso di sanguinamenti cerebrali gravi, che sono gli eventi più preoccupanti per la salute e per i costi sanitari.

Questi risultati aiutano a rassicurare medici e pazienti sull’uso di Edoxaban per la prevenzione dell’ictus in persone con fibrillazione atriale non-valvolare.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Giuseppe Camporese

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA