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Articolo per pazienti Pubblicato: 09/11/2020 Lettura: ~3 min

Gestione della terapia anticoagulante in un paziente anziano

Fonte
Carla Pieresca, Malattie Tromboemboliche - Medicina Generale, Policlinico San Matteo, Pavia. Bibliografia: Hokusai-VTE Investigators et al., N.Engl J Med 2013;369(15):1406-15; Giugliano RP et al., N Engl J Med. 2013 Nov;369(22):2093–104; Heidbuchel H et al., Eur Heart J. 2017;38(27):2137–49; Kato ET et al., Ageing Res Rev. 2019;49:115-124; Leiss W. et al., J Gen Intern Med. 2014;30(1):17-24.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Carla Pieresca Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1218 Sezione: 64

Introduzione

Questo testo descrive il caso di un paziente anziano che necessita di una terapia anticoagulante nonostante presenti un rischio elevato di sanguinamenti cerebrali. L'obiettivo è spiegare in modo chiaro e semplice le condizioni cliniche, le terapie adottate e i risultati ottenuti, per aiutare a comprendere l'importanza di un attento monitoraggio medico in questi casi complessi.

Che cosa significa avere una doppia indicazione all'anticoagulante con rischio emorragico

Il paziente ha 81 anni, non ha mai fumato e non ha allergie note. Presenta diverse condizioni mediche, tra cui ipertensione, problemi cardiaci legati alla pressione alta, una neuropatia agli arti inferiori, ipertrofia prostatica benigna e reflusso gastroesofageo. Inoltre, è portatore del virus dell'epatite B.

Evento acuto e diagnosi iniziale

Nel 2017, il paziente è stato ricoverato dopo un episodio di svenimento seguito da sintomi come senso di peso allo stomaco e vertigini. All'ingresso in ospedale, era stabile ma con alcuni segni sospetti agli esami del sangue e all'imaging:

  • Presenza di trombi nei polmoni (tromboembolia polmonare acuta) in diverse zone.
  • Lesioni ischemiche nel cervello, cioè aree con ridotto apporto di sangue, probabilmente causate da emboli (corpi che bloccano i vasi sanguigni).
  • Un sospetto tumore benigno nel quarto ventricolo cerebrale e una formazione vascolare nell'orbita (emangioma cavernoso) con rischio di sanguinamento.

Esami e valutazioni durante il ricovero

Durante il ricovero, il paziente è stato sottoposto a diversi esami per valutare la causa delle lesioni e per escludere altre problematiche:

  • Ecocardiogramma per verificare eventuali difetti cardiaci che potrebbero causare emboli.
  • Ecografia addominale e ecodoppler degli arti inferiori per escludere trombosi venosa profonda.
  • Monitoraggio cardiaco per cercare episodi di fibrillazione atriale, una aritmia che può favorire la formazione di coaguli.
  • Esami del sangue per valutare la funzionalità renale, epatica e la presenza di eventuali tumori.

Terapia e follow-up

Il paziente è stato trattato con anticoagulanti, inizialmente con Enoxaparina (un farmaco iniettato) e poi con Edoxaban (un farmaco orale). Altri farmaci sono stati prescritti per gestire le diverse condizioni mediche associate. Nel corso del tempo, il paziente è stato seguito regolarmente e ha mostrato stabilità clinica, senza eventi di sanguinamento significativi.

Dopo un anno, è stato scoperto un breve episodio di fibrillazione atriale notturna, asintomatico, che ha confermato la necessità di continuare la terapia anticoagulante, adattandola in base alla funzione renale che era leggermente peggiorata.

Importanza della terapia anticoagulante in pazienti anziani

Edoxaban è un anticoagulante approvato per prevenire ictus ed embolie in pazienti con fibrillazione atriale non valvolare, per trattare trombosi venosa profonda ed embolia polmonare, e per prevenire recidive di queste condizioni.

Studi clinici, come lo studio ENGAGE AF-TIMI 48, hanno dimostrato che Edoxaban è efficace e sicuro anche negli anziani, riducendo il rischio di sanguinamenti maggiori rispetto a farmaci tradizionali come il Warfarin. Questo è particolarmente importante in pazienti con più patologie e rischio di sanguinamento, come nel caso descritto.

In conclusione

La gestione della terapia anticoagulante in pazienti anziani con più problemi di salute richiede un attento equilibrio tra benefici e rischi. Nel caso descritto, l'uso di Edoxaban ha permesso di prevenire eventi tromboembolici gravi, mantenendo un profilo di sicurezza adeguato, con un monitoraggio regolare e adattamenti terapeutici in base alle condizioni cliniche del paziente.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Carla Pieresca

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