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Articolo per pazienti Pubblicato: 12/11/2020 Lettura: ~2 min

Terapia antitrombotica preventiva a lungo termine per le aritmie sopraventricolari durante l'infezione da COVID-19

Fonte
Klok FA - Thromb Res. 2020 Jul;191:145-147.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Pierpaolo Di Micco Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1239 Sezione: 71

Introduzione

Durante l'infezione da COVID-19, è stato osservato un aumento di problemi legati alla formazione di coaguli nel sangue, che possono portare a complicazioni anche nel cuore. Questo testo spiega in modo semplice come viene gestita la prevenzione di questi problemi, soprattutto quando si presentano aritmie, cioè alterazioni del ritmo cardiaco.

Che cosa è stato osservato con COVID-19

Subito dopo la diffusione del virus SARS-CoV-2, i medici hanno notato un aumento di complicazioni legate ai coaguli di sangue nei pazienti, soprattutto in quelli ricoverati in ospedale.

Queste complicazioni non coinvolgono solo le vene, ma anche il cervello, con un aumento di ictus ischemici, cioè eventi causati da blocchi nei vasi sanguigni cerebrali.

Questi problemi sono legati a due fattori principali:

  • Uno stato di maggiore tendenza alla coagulazione del sangue causato dalla malattia.
  • Un aumento delle aritmie sopraventricolari, in particolare della fibrillazione atriale, un tipo di battito cardiaco irregolare.

Cosa sono le aritmie sopraventricolari e perché sono importanti

Le aritmie sopraventricolari sono alterazioni del ritmo del cuore che partono dalle camere superiori (gli atri). La fibrillazione atriale è una delle forme più comuni e può comparire improvvisamente (parossistica) o diventare stabile nel tempo (cronica).

Queste aritmie possono aumentare il rischio di formazione di coaguli nel cuore, che possono poi causare ictus.

Come si prevengono i coaguli in questi casi

Normalmente, per prevenire i coaguli nei pazienti con rischio, si usa un farmaco chiamato eparina a basso peso molecolare, soprattutto durante il ricovero.

Tuttavia, quando si presentano nuove aritmie, questa terapia non è sempre adatta per un uso prolungato, anche se a volte la dose viene modificata per aumentare la protezione.

Per questo motivo, si preferisce passare a una terapia anticoagulante orale, cioè farmaci che si prendono per bocca e che sono approvati specificamente per le aritmie sopraventricolari.

I farmaci più usati sono:

  • Dicumarolici, una classe di anticoagulanti tradizionali.
  • DOACs (anticoagulanti orali diretti), farmaci più recenti e spesso più semplici da gestire.

Questi trattamenti sono raccomandati dalle linee guida internazionali per la prevenzione a lungo termine delle complicazioni legate alle aritmie.

In conclusione

Durante l'infezione da COVID-19, il rischio di coaguli e ictus aumenta, soprattutto in presenza di aritmie sopraventricolari come la fibrillazione atriale. Per prevenire queste complicazioni, si passa dalla terapia con eparina a una terapia anticoagulante orale più adatta e sicura nel lungo periodo, seguendo le raccomandazioni internazionali.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Pierpaolo Di Micco

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