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Articolo per pazienti Pubblicato: 12/11/2020 Lettura: ~2 min

I DOAC nei pazienti ricoverati per COVID-19: utili o no?

Fonte
Russo V. - Pharmacol Res. 2020 Sep;159:104965.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Pierpaolo Di Micco Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1239 Sezione: 71

Introduzione

Durante la pandemia di COVID-19, si è osservato che alcuni farmaci usati per prevenire problemi di coagulazione del sangue possono avere un ruolo importante. Questo testo spiega cosa sappiamo sull'uso di questi farmaci, in particolare i DOAC, nei pazienti ricoverati per COVID-19, in modo chiaro e semplice.

Che cosa sono i farmaci antitrombotici e perché sono importanti nel COVID-19

I farmaci antitrombotici aiutano a prevenire la formazione di coaguli di sangue, che possono causare problemi seri. Tra questi farmaci ci sono:

  • Le eparine a basso peso molecolare, usate spesso per prevenire coaguli durante le malattie.
  • Gli antiaggreganti, come l'aspirina, che impediscono alle piastrine di attaccarsi tra loro.
  • Gli anticoagulanti orali diretti (DOAC), che agiscono su specifiche sostanze nel sangue per evitare la formazione di coaguli.

Nel COVID-19, i problemi di coagulazione sono frequenti e possono peggiorare la malattia. Per questo, l'uso di questi farmaci è stato studiato attentamente.

Cosa succede nei pazienti con COVID-19 già in trattamento antitrombotico

Alcuni pazienti ricoverati per COVID-19 già assumono farmaci antitrombotici perché hanno altre malattie del cuore o dei vasi sanguigni. In questi casi, scegliere il trattamento migliore durante il ricovero è complesso, perché il COVID-19 è una malattia nuova e in continua evoluzione.

Uno studio italiano ha mostrato risultati incoraggianti: i pazienti che continuavano le terapie antitrombotiche già in corso non avevano un aumento del rischio di sviluppare gravi problemi respiratori (come la sindrome da distress respiratorio acuto), né un aumento di coaguli o di mortalità.

Quali farmaci sono stati più usati e cosa significa per la gestione clinica

Nel gruppo di pazienti studiati, i farmaci più usati erano:

  • Aspirina per chi assumeva antiaggreganti.
  • DOAC per chi assumeva anticoagulanti.

Questi dati suggeriscono che, durante il ricovero e anche dopo la dimissione, non è sempre necessario cambiare la terapia antitrombotica pre-esistente con l'eparina.

Attenzione particolare ai DOAC durante il trattamento del COVID-19

Un altro studio italiano ha evidenziato che, quando si usano i DOAC nei pazienti con COVID-19, è importante monitorare con esami di laboratorio la loro attività, in particolare la funzione anti-Xa. Questo perché i DOAC possono interagire con alcuni farmaci antivirali usati per trattare il COVID-19, modificandone l'effetto e potenzialmente aumentando il rischio di complicazioni.

In conclusione

In sintesi, le terapie antitrombotiche già in uso nei pazienti ricoverati per COVID-19 sembrano sicure e utili, senza necessità di sostituirle automaticamente con altri farmaci come l'eparina. Tuttavia, quando si usano i DOAC, è importante un attento controllo per evitare interazioni con altri farmaci.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Pierpaolo Di Micco

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