Che cosa è successo nel caso clinico
Un uomo di 80 anni con pressione alta e colesterolo alto ha avuto episodi di fibrillazione atriale, cioè un battito cardiaco irregolare e rapido, con sintomi come palpitazioni e dolore al petto. Dopo un primo trattamento con una scarica elettrica per riportare il cuore al ritmo normale, ha provato farmaci per controllare il ritmo, che però sono stati sospesi o non hanno funzionato bene.
Dal 2017 il paziente prendeva un farmaco anticoagulante (edoxaban) per prevenire la formazione di coaguli nel sangue, dopo aver cambiato tipo di farmaco a causa di piccoli sanguinamenti.
Vista la frequenza e la gravità dei sintomi, è stata decisa una procedura chiamata isolamento transcatetere delle vene polmonari tramite crioablazione. Questa tecnica utilizza il freddo per bloccare le zone del cuore che causano l'aritmia.
Come è stata eseguita la procedura
- Il paziente è rimasto in terapia anticoagulante senza interruzioni, per ridurre il rischio di coaguli.
- Attraverso un piccolo accesso nella zona inguinale, sono stati inseriti strumenti per raggiungere il cuore.
- Con l'aiuto di ecografia e monitoraggio continuo, è stata fatta una puntura per passare dall'atrio destro a quello sinistro del cuore.
- Con un pallone speciale raffreddato a temperature molto basse (sotto -40 °C), sono stati isolati i punti di ingresso delle vene polmonari nel cuore, responsabili dell'aritmia.
- Durante la procedura, è stato controllato che il nervo che muove il diaframma non fosse danneggiato, per evitare problemi respiratori.
- Alla fine, è stata eseguita una nuova scarica elettrica per riportare il cuore al ritmo normale.
- Il paziente è stato dimesso il giorno dopo senza complicazioni.
Perché è importante questo caso
Spesso l'età avanzata può far esitare a proporre trattamenti interventistici per la fibrillazione atriale. In questo caso, però, le buone condizioni generali del paziente e la mancanza di efficacia dei farmaci hanno giustificato l'ablazione.
Inoltre, la procedura è stata eseguita senza interrompere l'anticoagulante, seguendo le linee guida più recenti, che dimostrano come questa scelta sia sicura e riduca il rischio di ictus o sanguinamenti gravi.
In conclusione
L'età da sola non deve essere un ostacolo per trattamenti efficaci contro la fibrillazione atriale. Con una valutazione attenta e seguendo le raccomandazioni, è possibile eseguire procedure come l'ablazione in sicurezza anche in pazienti anziani, migliorando i sintomi e la qualità della vita.