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Articolo per pazienti Pubblicato: 18/12/2020 Lettura: ~3 min

Gestione della terapia anticoagulante durante interventi chirurgici: cosa sapere

Fonte
Clara Sacco, Centro Trombosi e Malattie Emorragiche, Humanitas Clinical and Research Center, Rozzano (Milano). Bibliografia: 1. James D. Douketis et al, JAMA Internal Medicine, 2019; 2. Jan Steffel et al, European Heart Journal, 2018; 3. Colonna P et al, Clin Cardiol, 2020; 4. Fazio et al, GIC, 2020.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Clara Sacco Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1218 Sezione: 64

Introduzione

Quando una persona assume farmaci anticoagulanti e deve affrontare un intervento chirurgico, è importante gestire con attenzione la terapia per evitare problemi di sanguinamento o di coaguli. Questo testo spiega in modo semplice come si può organizzare il trattamento anticoagulante prima, durante e dopo un'operazione, basandosi su un caso reale e sulle indicazioni scientifiche più recenti.

Che cosa significa terapia anticoagulante e perché è importante gestirla bene

La terapia anticoagulante serve a prevenire la formazione di coaguli di sangue che possono causare problemi seri, come ictus o trombosi. Alcuni pazienti, ad esempio chi ha la fibrillazione atriale (un disturbo del ritmo cardiaco), assumono farmaci anticoagulanti orali diretti (DOAC), come l'Edoxaban, per ridurre questo rischio.

Il caso di una donna di 70 anni in terapia con Edoxaban

Una donna di 70 anni, con alcune condizioni di salute come ipertensione e problemi alle arterie del collo, assumeva Edoxaban per la fibrillazione atriale. Ha dovuto affrontare due procedure mediche:

  • Una procedura cardiologica chiamata ablazione, a basso rischio di sanguinamento, durante la quale non è stato necessario sospendere il farmaco anticoagulante.
  • Un intervento chirurgico ortopedico per la sostituzione del ginocchio, che invece presenta un rischio più alto di sanguinamento.

Come è stata gestita la terapia anticoagulante durante l'intervento ortopedico

Per l'intervento al ginocchio, la terapia con Edoxaban è stata sospesa 48 ore prima dell'operazione per ridurre il rischio di sanguinamento. Il giorno dell'intervento è stato controllato il livello del farmaco nel sangue per assicurarsi che fosse sicuro procedere.

Dopo l'operazione, per proteggere la paziente dal rischio di coaguli ma senza aumentare troppo il rischio di sanguinamento, è stata iniziata una terapia con eparina a basso peso molecolare (EBPM), un altro tipo di anticoagulante somministrato per via sottocutanea a dosi regolate in base al peso della paziente.

Dopo circa cinque giorni, quando il rischio di sanguinamento era diminuito, è stata ripresa la terapia abituale con Edoxaban, sospendendo l'eparina.

Le linee guida e gli studi scientifici

La gestione della terapia anticoagulante intorno a un intervento chirurgico è complessa e non sempre le linee guida danno risposte complete per ogni situazione. Alcuni studi importanti, come lo studio PAUSE e lo studio EMIT, hanno mostrato che seguire schemi standardizzati di sospensione e ripresa dei farmaci anticoagulanti è efficace e sicuro nella maggior parte dei casi.

Le linee guida europee (EHRA) suggeriscono di non sospendere i farmaci anticoagulanti per procedure a basso rischio di sanguinamento e di considerare l'uso di eparina dopo interventi ad alto rischio, per un periodo limitato, prima di tornare al farmaco abituale.

Nel caso descritto, queste indicazioni sono state seguite con successo, senza complicazioni di sanguinamento o formazione di coaguli, e la paziente ha recuperato bene.

In conclusione

La gestione della terapia anticoagulante durante interventi chirurgici deve essere personalizzata in base al tipo di procedura e al rischio di sanguinamento. Seguire le indicazioni delle linee guida e monitorare attentamente la situazione permette di ridurre i rischi e favorire un buon recupero. Il caso presentato dimostra come un approccio attento e basato sulle evidenze scientifiche possa garantire sicurezza e efficacia nel trattamento.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Clara Sacco

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