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Articolo per pazienti Pubblicato: 07/01/2021 Lettura: ~3 min

ACE inibitori e Sartani durante l’infezione da COVID-19: i risultati dello studio BRACE CORONA

Fonte
Lopes RD, et al.; BRACE CORONA Trial, presentato al Congresso della Società Europea di Cardiologia 2020.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Simona Giubilato Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1237 Sezione: 71

Introduzione

Questo testo spiega in modo semplice i risultati di uno studio importante che ha valutato la sicurezza di due tipi di farmaci, gli ACE inibitori e i Sartani, usati da pazienti con problemi cardiaci durante l’infezione da COVID-19. Questi farmaci sono spesso prescritti per l’ipertensione e altre malattie cardiache, e lo studio aiuta a capire se è sicuro continuare a prenderli durante la malattia.

Che cosa sono gli ACE inibitori e i Sartani

Gli ACE inibitori e i Sartani sono farmaci molto usati per trattare l’ipertensione (pressione alta), il diabete e problemi al cuore come lo scompenso cardiaco. Questi farmaci agiscono su un sistema del corpo chiamato sistema renina-angiotensina, che regola la pressione e il funzionamento dei vasi sanguigni.

Perché si è discusso del loro uso durante il COVID-19

All’inizio della pandemia da SARS-CoV-2, il virus che causa il COVID-19, alcuni studi in laboratorio avevano mostrato che questi farmaci potevano aumentare la quantità di una proteina chiamata ACE2. Questa proteina è importante perché il virus la usa per entrare nelle cellule dei polmoni e di altri organi.

Per questo motivo, si era ipotizzato che prendere ACE inibitori o Sartani potesse facilitare l’infezione o peggiorare la malattia.

Tuttavia, altre ricerche hanno suggerito che questi farmaci potrebbero avere un effetto protettivo, aiutando a ridurre l’infiammazione e migliorare la funzione dei vasi sanguigni, controbilanciando gli effetti dannosi del virus.

Le raccomandazioni iniziali

In attesa di studi più chiari, le principali società scientifiche e gli enti regolatori hanno consigliato di non interrompere questi farmaci nei pazienti con COVID-19, a meno che non ci fossero motivi medici specifici per farlo.

Cosa ha studiato lo studio BRACE CORONA

Lo studio BRACE CORONA è stato il primo studio clinico importante a verificare se fosse sicuro sospendere temporaneamente questi farmaci nei pazienti con COVID-19 ricoverati in ospedale.

  • Ha coinvolto 659 pazienti in 29 ospedali in Brasile.
  • I pazienti avevano un’età media di 56 anni e prendevano ACE inibitori o Sartani da circa 5 anni.
  • Lo studio ha confrontato due gruppi: uno ha continuato a prendere i farmaci, l’altro li ha sospesi per 30 giorni.
  • L’obiettivo principale era vedere quanti giorni i pazienti fossero vivi e fuori dall’ospedale entro 30 giorni dall’inizio dello studio.

Risultati principali

  • Non c’è stata una differenza significativa tra i due gruppi nel numero di giorni vissuti fuori dall’ospedale (circa 22 giorni in entrambi).
  • La percentuale di pazienti vivi e dimessi entro 30 giorni era simile: 91,8% nel gruppo che ha sospeso i farmaci e 95% in quello che li ha continuati.
  • I tassi di mortalità a 30 giorni erano quasi identici (circa 2,7-2,8%).
  • Non sono state osservate differenze importanti nel rischio di problemi cardiaci, peggioramento della malattia, necessità di ventilazione o altri trattamenti intensivi.
  • I risultati erano simili anche in pazienti con obesità e altre condizioni.

Cosa significa questo per i pazienti

Lo studio dimostra che, per i pazienti con problemi cardiaci ricoverati per COVID-19 con sintomi da lievi a moderati, continuare il trattamento con ACE inibitori o Sartani è sicuro. Non c’è un beneficio nel sospenderli di routine durante l’infezione.

In conclusione

Gli ACE inibitori e i Sartani sono farmaci importanti per molte persone con malattie cardiache e pressione alta. Lo studio BRACE CORONA ha confermato che non è necessario interromperli durante un’infezione da COVID-19, perché non aumentano il rischio di peggioramento della malattia o di morte. Continuare questi farmaci è quindi considerato sicuro e appropriato in questi casi.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Simona Giubilato

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