Che cos’è l’ictus cardioembolico
L’ictus ischemico si verifica quando il flusso di sangue al cervello viene bloccato. Circa il 15-30% di questi ictus è causato da emboli che partono dal cuore, chiamati ictus cardioembolici. Questi ictus sono spesso gravi e possono ripetersi nel tempo.
Perché è importante trovare la causa cardiaca
Individuare la fonte degli emboli è fondamentale perché il trattamento dipende dal tipo di problema cardiaco. Tuttavia, in molti casi, nonostante esami approfonditi, la causa dell’ictus rimane sconosciuta. A questo si riferisce il termine stroke embolic of undetermined sources (ESUS), cioè ictus embolico da fonte incerta.
Le raccomandazioni europee aggiornate
Recentemente, esperti europei hanno pubblicato un documento che aggiorna le linee guida del 2010, grazie ai progressi nelle tecniche di imaging del cuore e dei vasi sanguigni. Le principali raccomandazioni sono:
- Effettuare sempre un ecocardiogramma transtoracico, un esame che usa gli ultrasuoni per vedere il cuore, con o senza test alle microbolle, per tutti i pazienti.
- Usare il Doppler dei tronchi sovra-aortici, un esame che valuta le arterie principali che portano sangue al cervello.
- In casi selezionati, eseguire un ecocardiogramma transesofageo, che permette di vedere meglio le valvole cardiache, l’aorta e una piccola parte del cuore chiamata auricola sinistra.
Condizioni cardiache che possono causare emboli
Alcune malattie del cuore aumentano il rischio di formazione di coaguli che possono causare emboli:
- Trombi nel ventricolo sinistro, cioè coaguli nel muscolo principale del cuore, spesso legati a malattie come il miocardio non compatto, la sindrome di Takotsubo e la cardiomiopatia dilatativa.
- Tumori cardiaci, anche se rari, possono essere fonte di emboli.
- Endocardite infettiva, un’infezione delle valvole cardiache.
- Endocardite marantica, una condizione infiammatoria legata a malattie croniche.
Altri esami utili
In alcuni casi, per aiutare la diagnosi, si possono usare:
- Risonanza magnetica, che fornisce immagini dettagliate del cuore.
- Tomografia computerizzata (TC), una tecnica di imaging che mostra le strutture cardiache.
- Medicina nucleare, che utilizza piccole quantità di sostanze radioattive per studiare il cuore.
Condizioni con ruolo non ancora chiaro
Alcune alterazioni del cuore possono essere collegate all’ictus, ma non è ancora certo quanto contribuiscano, come:
- Prolasso della valvola mitrale, un movimento anomalo di una valvola del cuore.
- Calcificazioni valvolari, cioè depositi di calcio sulle valvole.
- Strands delle valvole meccaniche, piccole strutture che possono formarsi sulle valvole artificiali.
In conclusione
Le linee guida europee sottolineano l’importanza di cercare con attenzione le cause cardiache negli ictus ischemici. Grazie ai progressi nelle tecniche di imaging, oggi è possibile migliorare la diagnosi e quindi adattare meglio il trattamento. Conoscere queste raccomandazioni aiuta i medici a offrire cure più efficaci e personalizzate.