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Articolo per pazienti Pubblicato: 23/01/2026 Lettura: ~4 min

Dopo l'infarto: come proteggerti da nuovi eventi cardiaci

Fonte
Arturo Cesaro, Dipartimento di Scienze Mediche Traslazionali, Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, Ospedale Sant'Anna e S. Sebastiano, Caserta

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Arturo Cesaro

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1327 Sezione: 82

Abstract

Se hai avuto un infarto, probabilmente ti stai chiedendo come proteggere il tuo cuore da nuovi problemi. Questo articolo ti spiega perché controllare solo il colesterolo potrebbe non bastare e come un farmaco chiamato icosapent etile può aiutarti a ridurre ulteriormente il rischio di recidive quando i trigliceridi restano alti.

La storia di un paziente come te

Marco, 62 anni, aveva tutto sotto controllo: aveva smesso di fumare, seguiva una dieta equilibrata e prendeva i farmaci per la pressione alta. Eppure, un giorno ha avuto un infarto del miocardio (la morte di una parte del muscolo cardiaco per mancanza di ossigeno).

È arrivato in ospedale con un forte dolore al petto che si irradiava al braccio sinistro. Gli esami hanno mostrato che una delle sue arterie coronarie (i vasi che portano sangue al cuore) era completamente bloccata. I medici sono intervenuti subito con un'angioplastica (una procedura per riaprire l'arteria) e hanno inserito uno stent (un piccolo tubicino metallico che mantiene aperto il vaso).

Dopo l'intervento, Marco ha iniziato la terapia medica ottimale: farmaci anticoagulanti per fluidificare il sangue, statine per il colesterolo, ACE-inibitori per proteggere il cuore e controllare la pressione.

✅ La tua terapia dopo l'infarto

Se hai avuto un infarto, il tuo medico ti prescriverà probabilmente:

  • Antiaggreganti (come aspirina): per prevenire la formazione di coaguli
  • Statine: per abbassare il colesterolo "cattivo" (LDL)
  • Beta-bloccanti o ACE-inibitori: per proteggere il cuore e controllare la pressione
  • Modifiche dello stile di vita: dieta, attività fisica, stop al fumo

Quando il colesterolo non basta

Quattro settimane dopo l'infarto, Marco stava bene. I controlli mostravano che il suo colesterolo LDL (quello "cattivo") era sceso sotto i 70 mg/dl, l'obiettivo raccomandato dopo un infarto. Tuttavia, c'era ancora un problema: i suoi trigliceridi (un altro tipo di grasso nel sangue) erano ancora alti, sopra i 150 mg/dl.

Questo significa che, nonostante la terapia ottimale, Marco aveva ancora un rischio cardiovascolare residuo (la possibilità di avere nuovi eventi cardiaci anche con il colesterolo sotto controllo). I trigliceridi alti, infatti, possono contribuire alla formazione di nuove placche nelle arterie.

💡 Perché i trigliceridi sono importanti

I trigliceridi sono grassi che il tuo corpo usa come fonte di energia. Quando sono troppo alti (sopra 150 mg/dl), possono:

  • Favorire la formazione di placche nelle arterie
  • Aumentare l'infiammazione dei vasi sanguigni
  • Rendere il sangue più "appiccicoso" e propenso a formare coaguli

Anche se il tuo colesterolo LDL è perfetto, trigliceridi alti mantengono elevato il rischio di nuovi infarti.

La soluzione: icosapent etile

Il cardiologo di Marco ha deciso di aggiungere alla terapia l'icosapent etile, un farmaco derivato dagli omega-3 che agisce specificamente sui trigliceridi alti. Questa decisione si basa sui risultati dello studio REDUCE-IT, una ricerca che ha coinvolto oltre 8.000 pazienti come Marco.

Lo studio ha dimostrato che l'icosapent etile può ridurre del 25% il rischio di eventi cardiovascolari maggiori (infarto, ictus, morte cardiaca) in pazienti che hanno già avuto problemi cardiaci e mantengono trigliceridi alti nonostante le statine.

Il farmaco non si limita solo ad abbassare i trigliceridi: ha anche effetti anti-infiammatori e anti-trombotici (previene la formazione di coaguli) che proteggono ulteriormente le tue arterie.

⚠️ Quando il tuo medico potrebbe prescriverti icosapent etile

Il farmaco è indicato se:

  • Hai avuto un infarto, un ictus o hai una malattia delle arterie
  • I tuoi trigliceridi sono sopra 150 mg/dl nonostante le statine
  • Il tuo colesterolo LDL è già ben controllato (sotto 70 mg/dl)
  • Non hai controindicazioni specifiche

In Italia, il farmaco è rimborsabile dal Sistema Sanitario Nazionale per pazienti ad alto rischio cardiovascolare.

I risultati nel tempo

Dopo tre mesi di terapia con icosapent etile, Marco non aveva più sintomi. I suoi trigliceridi erano scesi significativamente e non aveva avuto effetti collaterali importanti. Il farmaco è generalmente ben tollerato: gli effetti collaterali più comuni sono lievi disturbi gastrointestinali e, raramente, un leggero aumento del rischio di fibrillazione atriale (un'alterazione del ritmo cardiaco).

🩺 Cosa aspettarti durante il follow-up

Se inizi la terapia con icosapent etile, il tuo medico controllerà:

  • Trigliceridi: ogni 3-6 mesi per verificare l'efficacia
  • Funzionalità epatica: occasionalmente, per sicurezza
  • Sintomi: riferisci sempre eventuali disturbi gastrointestinali o palpitazioni
  • Altri fattori di rischio: pressione, peso, stile di vita

L'importanza della prevenzione completa

La storia di Marco ci insegna che dopo un infarto la prevenzione deve essere a 360 gradi. Non basta controllare solo il colesterolo LDL: bisogna prestare attenzione a tutti i fattori che possono aumentare il rischio di recidive.

L'ipertrigliceridemia (trigliceridi alti) è spesso sottovalutata, ma può mantenere elevato il tuo rischio cardiovascolare anche quando tutto il resto sembra sotto controllo. Per questo è importante che tu e il tuo medico valutiate insieme tutti i tuoi parametri, non solo il colesterolo.

In sintesi

Dopo un infarto, controllare solo il colesterolo potrebbe non essere sufficiente per proteggerti completamente. Se i tuoi trigliceridi restano alti nonostante la terapia standard, l'icosapent etile può essere un'arma in più per ridurre il rischio di nuovi eventi cardiaci. Parla sempre con il tuo cardiologo per valutare se questa opzione è adatta al tuo caso specifico.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Arturo Cesaro
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