Che cosa è stato studiato
Lo studio ha coinvolto 1.667 pazienti con fibrillazione atriale non legata a problemi alle valvole del cuore. Si sono confrontati due tipi di anticoagulanti orali:
- Antagonisti della vitamina K (VKAs), un tipo tradizionale di farmaco anticoagulante.
- Anticoagulanti orali diretti (DOACs), farmaci più recenti che agiscono direttamente su specifiche sostanze nel sangue.
La funzione renale è stata misurata usando il filtrato glomerulare stimato (eGFR), un valore che indica quanto bene i reni filtrano il sangue. Questo valore è stato calcolato all'inizio dello studio e durante il periodo di osservazione.
Risultati principali
Il declino annuo della funzione renale, cioè la riduzione del filtrato glomerulare, è stato diverso tra i gruppi:
- Nei pazienti trattati con VKAs, il declino era di circa 2,11 mL/min/1,73 m².
- Nei pazienti trattati con dabigatran (un tipo di DOAC), il declino era molto più basso, circa 0,27 mL/min/1,73 m².
- Con rivaroxaban, un altro DOAC, il declino era di circa 1,21 mL/min/1,73 m².
- Con apixaban, DOAC anch'esso, il declino era di circa 1,32 mL/min/1,73 m².
Questi dati mostrano che i pazienti con DOAC, specialmente con dabigatran e apixaban, hanno avuto un peggioramento minore della funzione renale rispetto a quelli con VKAs.
Altri aspetti valutati
- La probabilità che la funzione renale scendesse sotto un valore critico (eGFR inferiore a 50 mL/min/1,73 m²) era più bassa nei pazienti con dabigatran e apixaban rispetto a quelli con VKAs.
- La progressione della malattia renale cronica (CKD) era meno frequente nei pazienti trattati con DOAC.
- Non c'è stata differenza significativa tra l'uso di dosi piene o ridotte di DOAC.
- Nei pazienti con diabete, l'effetto protettivo dei DOAC sulla funzione renale non è stato evidente, suggerendo che il controllo del diabete potrebbe essere più importante per la salute dei reni in questi casi.
In conclusione
Le persone con fibrillazione atriale che assumono anticoagulanti orali diretti tendono a mantenere una funzione renale migliore rispetto a chi assume i farmaci tradizionali antagonisti della vitamina K. Questo può essere un aspetto importante da considerare nella gestione della terapia anticoagulante.