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Articolo per pazienti Pubblicato: 08/04/2021 Lettura: ~2 min

Rischio di fratture ossee nei pazienti con fibrillazione atriale: confronto tra anticoagulanti

Fonte
Wallis C Y Lau - Ann Intern Med. 2020;173:1-9. doi:10.7326/M19-3671.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Maura Ravera Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1129 Sezione: 34

Introduzione

Questo testo spiega i risultati di uno studio che ha confrontato il rischio di fratture ossee in persone con fibrillazione atriale, una condizione del cuore, trattate con diversi tipi di farmaci anticoagulanti. I farmaci studiati sono il warfarin e i nuovi anticoagulanti orali diretti (DOAC), come apixaban, dabigatran e rivaroxaban.

Che cosa è stato studiato

Lo studio ha analizzato i dati di oltre 23.000 pazienti con fibrillazione atriale, seguiti tra il 2010 e il 2018 in ospedali pubblici di Hong Kong. Questi pazienti avevano iniziato una terapia con uno dei seguenti anticoagulanti:

  • Warfarin
  • Dabigatran
  • Apixaban
  • Rivaroxaban

L'età media dei pazienti era di 74 anni e il periodo di osservazione durava in media circa 14 mesi.

Risultati principali

Durante il periodo di osservazione, sono state registrate 401 fratture ossee tra i pazienti. Il numero di fratture e il tasso per 100 pazienti-anno (cioè il numero di fratture attese in 100 pazienti seguiti per un anno) sono stati:

  • Apixaban: 53 fratture, tasso 0.82
  • Dabigatran: 95 fratture, tasso 0.76
  • Rivaroxaban: 57 fratture, tasso 0.67
  • Warfarin: 196 fratture, tasso 1.11

Dopo due anni, i pazienti trattati con i nuovi anticoagulanti (DOAC) avevano un rischio di fratture più basso rispetto a quelli trattati con warfarin. La differenza nell'incidenza cumulativa di fratture era:

  • 0.88% in meno con apixaban
  • 0.81% in meno con dabigatran
  • 1.13% in meno con rivaroxaban

Non sono state trovate differenze significative nel rischio di fratture tra i diversi DOAC.

Cosa significa tutto questo

Questi risultati suggeriscono che nei pazienti con fibrillazione atriale, l'uso dei nuovi anticoagulanti orali diretti può essere associato a un minor rischio di fratture ossee rispetto al warfarin. Questo può essere un elemento utile da considerare nella scelta del trattamento anticoagulante, anche se lo studio ha dei limiti perché è di tipo osservazionale, cioè si basa sull'osservazione dei dati senza intervenire direttamente.

In conclusione

In sintesi, per le persone con fibrillazione atriale, i nuovi anticoagulanti orali diretti (apixaban, dabigatran, rivaroxaban) sembrano offrire un vantaggio rispetto al warfarin in termini di minor rischio di fratture ossee. La scelta tra i diversi nuovi anticoagulanti non sembra influenzare questo rischio. Queste informazioni possono aiutare medici e pazienti a decidere la terapia più adatta.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Maura Ravera

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