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Articolo per pazienti Pubblicato: 21/05/2021 Lettura: ~3 min

Uso di Edoxaban in pazienti oncologici con trombosi e fibrillazione atriale: efficacia e sicurezza nella pratica quotidiana

Fonte
Langella V, Sassone C. DOAC nel paziente oncologico con trombosi venosa profonda, embolia polmonare e fibrillazione atriale: efficacia e sicurezza di Edoxaban nella real life. Medicina Interna e d’Urgenza, S. Maria Loreto Nuovo, ASL NA1, Napoli; Anestesia e Rianimazione, Università Vanvitelli, Napoli.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Valerio Langella Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1218 Sezione: 64

Introduzione

Negli ultimi anni, la sopravvivenza dei pazienti con tumore è migliorata notevolmente. Tuttavia, molti di questi pazienti possono sviluppare problemi al cuore e ai vasi sanguigni, come coaguli di sangue e aritmie, che possono influire sulla loro vita quotidiana. Questo testo spiega in modo semplice come un farmaco anticoagulante chiamato Edoxaban può essere usato in sicurezza ed efficacia in questi casi complessi.

Che cosa sono le complicazioni cardiovascolari nei pazienti oncologici

Negli ultimi decenni, sempre più persone con tumore vivono più a lungo grazie ai progressi della medicina. Tuttavia, molti di questi pazienti possono sviluppare problemi al cuore e ai vasi sanguigni, che possono essere causati sia dalla malattia tumorale sia dai trattamenti come la chemioterapia e la radioterapia. Questi problemi includono:

  • Trombosi venosa profonda (TVP): formazione di coaguli nelle vene profonde, spesso nelle gambe.
  • Embolia polmonare (EP): quando un coagulo si stacca e blocca un’arteria nei polmoni.
  • Fibrillazione atriale (FA): un tipo di aritmia cardiaca che può aumentare il rischio di ictus.

Queste condizioni possono peggiorare la qualità della vita e aumentare i costi per il sistema sanitario a causa di ospedalizzazioni e terapie aggiuntive.

Le difficoltà della terapia anticoagulante in questi pazienti

Il trattamento con farmaci che prevengono la formazione di coaguli è fondamentale, ma presenta sfide particolari nei pazienti con tumore e FA:

  • I farmaci tradizionali come i dicumarolici (ad esempio Warfarin) sono difficili da gestire perché richiedono controlli frequenti del sangue e possono interagire con altri farmaci o con problemi digestivi.
  • Le eparine a basso peso molecolare (EBPM), usate spesso nei tumori, non sono efficaci per prevenire l’ictus in caso di fibrillazione atriale.

Per questo motivo, si stanno studiando sempre più i DOAC (anticoagulanti orali diretti), come Edoxaban, che hanno caratteristiche potenzialmente vantaggiose.

Vantaggi e precauzioni dei DOAC in pazienti oncologici

I DOAC offrono alcuni benefici importanti:

  • Si assumono per bocca con dosi fisse, senza bisogno di controlli frequenti del sangue.
  • Hanno poche interazioni con il cibo.

Tuttavia, è importante considerare alcune attenzioni:

  • Possono interagire con farmaci usati per il tumore.
  • In caso di problemi allo stomaco o all’intestino (vomito, diarrea), l’assorbimento può essere alterato.
  • In alcuni casi, possono aumentare il rischio di sanguinamenti, soprattutto a livello gastrointestinale.
  • È necessario valutare la funzione dei reni e la conta delle piastrine, oltre a evitare farmaci che influenzano alcuni enzimi del fegato.

Un esempio pratico: il caso di G.M.

G.M. è una donna di 66 anni con un tumore all’endometrio. Dopo un primo trattamento chirurgico e chemioterapico, la malattia è ricomparsa e ha iniziato una nuova terapia. Nel 2019 ha avuto un episodio di scompenso cardiaco dovuto a fibrillazione atriale e sono stati trovati coaguli nelle vene delle gambe e nei polmoni.

Dopo una valutazione da parte di diversi specialisti, è stata trattata inizialmente con eparina per via endovenosa, poi è passata a Edoxaban, un DOAC, assunto per bocca una volta al giorno. La terapia è durata almeno 6 mesi, con controlli regolari.

Durante il follow-up:

  • I coaguli si sono risolti senza nuovi episodi acuti.
  • Non sono comparsi effetti collaterali significativi, come sanguinamenti.
  • La paziente ha continuato la terapia con buona adesione e tolleranza.
  • La malattia oncologica ha avuto una nuova evoluzione, ma il trattamento anticoagulante è stato mantenuto.

In conclusione

Edoxaban, un anticoagulante orale diretto, si è dimostrato nella pratica clinica un farmaco sicuro ed efficace per il trattamento e la prevenzione dei coaguli in pazienti con tumore e fibrillazione atriale. Offre vantaggi come la facilità di assunzione e una buona tolleranza nel tempo, migliorando la qualità di vita e la gestione della terapia rispetto ad altri anticoagulanti tradizionali.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Valerio Langella

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