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Articolo per pazienti Pubblicato: 16/06/2021 Lettura: ~3 min

Chiusura percutanea del forame ovale pervio per prevenire l’ictus ischemico secondario

Fonte
Congresso ESC Heart and Stroke 2021.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andreina Carbone Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La chiusura del forame ovale pervio (FOP) è una procedura che può aiutare a prevenire nuovi ictus in persone selezionate. Questo testo spiega in modo semplice quando e come viene utilizzata questa tecnica, sottolineando l’importanza di una valutazione attenta e di un lavoro di squadra tra medici specializzati.

Che cos'è il forame ovale pervio (FOP)

Il forame ovale pervio è un piccolo foro nel cuore che, in alcune persone, può rimanere aperto dopo la nascita. In alcune situazioni, questo foro può permettere al sangue di passare da una parte all'altra del cuore in modo anomalo, creando uno shunt destro-sinistro. Questo fenomeno può contribuire a causare l'ictus ischemico, cioè un blocco del flusso di sangue al cervello.

Quando si considera la chiusura del FOP

La chiusura del FOP viene valutata soprattutto in persone che hanno avuto un ictus criptogenico, cioè un ictus senza una causa chiara dopo accertamenti approfonditi. Prima di decidere per la chiusura, è importante che:

  • Il paziente abbia avuto uno o più eventi neurologici confermati da esami cerebrali che mostrano danni da ischemia.
  • Si ritenga molto probabile che l’evento sia stato causato dallo shunt intracardiaco destro-sinistro.
  • Non siano state trovate altre cause possibili per l’ictus dopo indagini approfondite.
  • Si dimostri la presenza di un FOP con un passaggio significativo di sangue da destra a sinistra, sia spontaneamente che durante manovre specifiche come la Valsalva (una tecnica per aumentare la pressione nel torace).
  • Il paziente riceva tutte le informazioni necessarie per comprendere la procedura e le sue implicazioni.

Come si esegue la procedura

La chiusura del FOP è una procedura percutanea, cioè si fa attraverso piccoli accessi senza aprire il torace. Richiede:

  • Immagini precise del cuore tramite ecocardiogrammi speciali (tramite torace, esofago o direttamente nel cuore).
  • Esperienza nel posizionare il dispositivo che chiude il foro, valutando dimensioni e posizione.
  • Gestione attenta di eventuali complicazioni durante l’intervento.

Dopo l’impianto, è importante un controllo regolare per verificare che il foro sia completamente chiuso e per escludere problemi tardivi.

Ruolo del team multidisciplinare

La decisione di procedere con la chiusura del FOP viene presa da un gruppo di medici con diverse competenze, tra cui:

  • Neurologi o specialisti in ictus, che valutano il danno cerebrale.
  • Cardiologi esperti in immagini e procedure interventistiche.

Questo lavoro di squadra è fondamentale per scegliere i pazienti giusti e garantire la migliore assistenza.

Incertezze e aspetti ancora da chiarire

Nonostante i risultati positivi di diversi studi, rimangono alcune domande aperte, come:

  • Quanto tempo monitorare il paziente prima dell’intervento per escludere altre cause, come la fibrillazione atriale (un tipo di aritmia).
  • Qual è la migliore terapia da seguire dopo la chiusura, ad esempio l’uso di farmaci che prevengono la formazione di coaguli.
  • Come utilizzare al meglio strumenti clinici che aiutano a scegliere i pazienti, come il punteggio ROPE.

In conclusione

La chiusura percutanea del forame ovale pervio è una procedura utile per prevenire nuovi ictus in pazienti selezionati con ictus criptogenico. È fondamentale una valutazione approfondita e un lavoro di squadra tra specialisti per garantire sicurezza ed efficacia. Dopo l’intervento, è importante un controllo regolare per assicurarsi che tutto proceda bene.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andreina Carbone

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