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Articolo per pazienti Pubblicato: 16/06/2021 Lettura: ~3 min

L'ictus embolico di origine indeterminata (ESUS) e la gestione dell'ictus ischemico

Fonte
Congresso ESC Heart and Stroke 2021.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andreina Carbone Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega in modo chiaro e semplice cos'è l'ictus embolico di origine indeterminata, chiamato anche ESUS, e come viene affrontato il suo trattamento. L'ictus è una condizione seria che può causare disabilità, ma oggi ci sono percorsi medici ben organizzati per diagnosticare e curare chi ne è colpito. Qui troverai informazioni utili e rassicuranti su questo argomento.

Che cos'è l'ictus embolico di origine indeterminata (ESUS)?

L'ictus embolico di origine indeterminata, o ESUS, è un tipo di ictus ischemico che si verifica quando un coagulo blocca il flusso di sangue al cervello, ma non si riesce a identificare con certezza da dove provenga questo coagulo. Questo termine è stato introdotto nel 2014 per descrivere pazienti con ictus ischemico non lacunare (cioè non causato da piccoli vasi) senza una causa chiara.

È importante sapere che ESUS e ictus criptogenetico non sono la stessa cosa. L'ictus criptogenetico include anche casi con cause multiple o quando non sono stati fatti tutti gli esami necessari. L'introduzione del termine ESUS ha aiutato i medici a definire meglio i pazienti per fare studi più precisi.

Da cosa può essere causato l'ESUS?

L'ESUS può derivare da diverse fonti di coaguli nel corpo, in particolare:

  • atrio sinistro (una parte del cuore),
  • ventricolo sinistro (un'altra parte del cuore),
  • placche aterosclerotiche nelle arterie che portano sangue al cervello.

Come si diagnostica l'ictus criptogenetico?

Diagnosi e trattamento richiedono un lavoro di squadra tra diverse specialità mediche, con un ruolo importante del cardiologo. Circa il 30% degli ictus ischemici ha origine da problemi cardiaci, e questi tipi di ictus hanno un rischio più alto di ripetersi.

Per questo motivo, nei pazienti con fattori di rischio o sospetta causa cardiaca, è importante eseguire una serie di esami cardiaci, tra cui:

  • raccolta della storia clinica (anamnesi) e visita medica specifica,
  • elettrocardiogramma (ECG) a 12 derivazioni,
  • monitoraggio del ritmo cardiaco per 72 ore,
  • ecocardiografia transtoracica (esame del cuore con ultrasuoni),
  • ecocardiografia transesofagea (esame del cuore tramite sonda inserita nell'esofago), se si sospetta una fonte di coaguli nell'atrio.

Altri esami, come la risonanza magnetica o la tomografia computerizzata, possono essere fatti in base ai risultati iniziali.

Come si tratta l'ictus acuto?

Il trattamento dell'ictus acuto può includere:

  • terapia trombolitica, cioè farmaci che sciolgono il coagulo,
  • terapia endovascolare, cioè procedure che rimuovono il coagulo direttamente dai vasi sanguigni.

Esistono tecniche specializzate come la stent retriever e la trombectomia ad aspirazione diretta, che aiutano a rimuovere il coagulo in modo efficace.

Un caso complesso: ictus e infarto

Durante il congresso è stato presentato un caso di un paziente con infarto del cuore e ictus ischemico contemporaneamente. Questo esempio ha mostrato quanto sia delicato il bilancio tra il rischio di nuovi problemi ischemici (mancanza di sangue) e il rischio di sanguinamento, soprattutto quando si devono usare farmaci che prevengono la formazione di coaguli.

In conclusione

L'ictus embolico di origine indeterminata (ESUS) è una forma di ictus ischemico senza causa chiara, ma con criteri precisi per la diagnosi. La gestione richiede un lavoro interdisciplinare, in particolare con l'aiuto del cardiologo, per individuare possibili cause cardiache e scegliere il trattamento più adatto. Le tecniche moderne permettono di diagnosticare e trattare l'ictus in modo sempre più efficace, migliorando la qualità di vita dei pazienti.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andreina Carbone

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