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Articolo per pazienti Pubblicato: 25/06/2021 Lettura: ~4 min

Paziente con cardiopatia ischemica e sintomi non tipici: come procedere con gli accertamenti

Fonte
Francesco Fattirolli, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica, Università di Firenze, Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi, SOD Riabilitazione Cardiologica, Firenze

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Francesco Fattirolli Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1263 Sezione: 76

Introduzione

Questo testo racconta il caso di una donna di 64 anni con una storia familiare di problemi cardiaci e sintomi di affanno che non sono tipici per una malattia del cuore. Vediamo insieme come i medici hanno valutato e approfondito la situazione per capire la causa e decidere quali esami fare.

La storia della paziente

Si tratta di una donna di 64 anni, madre di due figli adulti, che vive con il marito in una città del centro Italia. Lavora in un'attività impegnativa e ha raggiunto la menopausa in modo naturale. È stata fisicamente attiva, camminava e usava la bicicletta regolarmente fino a circa un anno fa, quando ha avuto una frattura alla gamba a causa di un incidente stradale, che l'ha costretta a stare ferma per più di sei mesi. Ora ha quasi completamente recuperato la mobilità.

In famiglia c'è una storia di problemi cardiaci: il padre ha avuto un infarto prima dei 60 anni. Lei ha fumato da giovane, ma ha smesso da più di 20 anni. Non ha altri fattori di rischio noti come pressione alta o diabete, e in passato aveva solo un leggero aumento del colesterolo. Non si era mai sottoposta a controlli cardiologici regolari.

Circa quattro mesi fa, dopo aver ripreso le sue attività abituali, ha iniziato a notare un affanno durante gli sforzi, come camminare in salita o andare in bicicletta. Ha attribuito questo affanno alla perdita di allenamento dovuta al periodo di immobilità, ma il sintomo è diventato più frequente e ha iniziato a limitare le sue attività per evitarlo.

Che cosa significa l’affanno?

L'affanno può avere diverse cause. In questo caso, si deve considerare che:

  • Può essere un segno di decondizionamento fisico, cioè una riduzione della forma fisica dopo un periodo di inattività.
  • Oppure può essere un segno di problemi cardiaci, come l'angina, che nelle donne può manifestarsi in modo diverso dal classico dolore al petto.

Per questo motivo, l'affanno va sempre approfondito con attenzione.

Gli accertamenti iniziali

Il medico di famiglia ha consigliato di rivolgersi a uno specialista cardiologo, che ha effettuato:

  • La visita medica
  • L’elettrocardiogramma (ECG), un esame che registra l’attività elettrica del cuore
  • L’ecocardiogramma, un’ecografia del cuore per valutarne la struttura e la funzione
  • Esami del sangue

In base a questi risultati e al rischio complessivo, lo specialista ha suggerito di eseguire ulteriori esami per approfondire la diagnosi.

Valutazione del rischio e decisione sugli esami

Secondo le linee guida europee, la probabilità che la paziente abbia una malattia coronarica (problemi alle arterie del cuore) è di livello intermedio, circa il 15%. In questi casi, la decisione su quali esami fare dipende dal giudizio clinico, cioè dall’interpretazione complessiva dei sintomi e dei dati raccolti.

Lo specialista ha proposto un test provocativo, cioè un esame che mette il cuore sotto sforzo per vedere se compaiono segni di problemi. All’inizio la paziente ha esitato, perché il sintomo era sporadico e tollerabile.

Quale test scegliere?

Le opzioni principali sono:

  • ECG con test da sforzo: il paziente cammina o pedala su una cyclette mentre viene monitorato l’ECG. Questo test può mostrare cambiamenti elettrici del cuore durante l’attività.
  • Test di imaging (es. TAC coronarica): esami che permettono di vedere direttamente le arterie del cuore con immagini dettagliate.
  • Coronarografia: un esame invasivo che utilizza un catetere per vedere le arterie del cuore, solitamente riservato a casi più chiari o gravi.

Le linee guida preferiscono i test di imaging per la loro precisione, ma la disponibilità può essere limitata. L’ECG con test da sforzo è meno sensibile ma può aiutare a capire se i sintomi sono legati al cuore.

Come è andata nel caso specifico

Il medico ha scelto di fare l’ECG con test da sforzo. La paziente ha raggiunto quasi il massimo sforzo, con una buona saturazione di ossigeno, ma ha riferito affanno moderato. L’ECG ha mostrato risultati dubbi, cioè non chiaramente normali o anormali.

Per questo motivo, il medico ha deciso di fare una TAC coronarica, che ha evidenziato una stenosi (restringimento) di un’arteria importante del cuore. La paziente è stata quindi sottoposta a coronarografia, che ha confermato il problema e ha permesso di eseguire un intervento per riaprire l’arteria (angioplastica).

Cosa impariamo da questo caso

  • I sintomi, anche se non tipici, devono essere sempre ricercati e presi sul serio.
  • I pazienti possono sottovalutare i sintomi o modificare le proprie abitudini per evitarli, rendendo più difficile la diagnosi.
  • La valutazione del rischio e la scelta degli esami devono sempre considerare il tipo e la qualità dei sintomi, non solo i dati oggettivi.

In conclusione

In presenza di sintomi come l’affanno, soprattutto in persone con fattori di rischio o storia familiare di malattie cardiache, è importante fare una valutazione attenta e approfondita. Gli esami vanno scelti in modo personalizzato e possono richiedere più passaggi per arrivare a una diagnosi precisa. Anche sintomi non tipici possono nascondere problemi importanti che, se individuati in tempo, possono essere trattati con successo.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Francesco Fattirolli

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