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Articolo per pazienti Pubblicato: 13/07/2021 Lettura: ~3 min

I benefici della terapia con statina e antipertensiva nei soggetti a rischio cardiovascolare intermedio dopo 8.7 anni

Fonte
Bosch et al 10.1093/eurheartj/ehab225

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andreina Carbone Aggiornato il 02/02/2026

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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega i risultati di uno studio importante che ha valutato come il trattamento con statine e farmaci per la pressione possa aiutare a ridurre i problemi cardiaci in persone a rischio moderato. I dati raccolti in quasi 9 anni mostrano informazioni utili e rassicuranti sul beneficio di questi trattamenti.

Che cos'è lo studio HOPE-3?

Lo studio HOPE-3 è stato progettato per capire se abbassare il colesterolo LDL (il cosiddetto "colesterolo cattivo") o la pressione arteriosa, da soli o insieme, può ridurre il rischio di problemi cardiaci in persone che non hanno mai avuto malattie cardiovascolari ma che presentano almeno un fattore di rischio.

Lo studio ha coinvolto 12.705 partecipanti senza malattie cardiache, ma con almeno un fattore di rischio, ed è stato condotto in più centri.

Come sono stati trattati i partecipanti?

  • Alcuni hanno ricevuto un farmaco per l'ipertensione (candesartan 16 mg più idroclorotiazide 12,5 mg al giorno).
  • Altri hanno ricevuto una statina (rosuvastatina 10 mg al giorno) per abbassare il colesterolo LDL.
  • Altri ancora hanno ricevuto placebo, cioè una pillola senza principio attivo.

Quali risultati sono stati osservati dopo 5.6 anni?

  • La statina ha ridotto del 24,3% gli eventi cardiovascolari come infarto, ictus e morte per cause cardiache rispetto al placebo.
  • Il trattamento antipertensivo ha abbassato la pressione di circa 6 mmHg, ma non ha ridotto significativamente gli eventi in tutta la popolazione.
  • Tuttavia, nei pazienti con pressione sistolica superiore a 143 mmHg, il trattamento antipertensivo ha mostrato un beneficio importante.

Cosa è successo dopo 8.7 anni?

Dopo i primi 5.6 anni di trattamento, i pazienti sono stati seguiti per altri 3.1 anni senza ricevere più farmaci dallo studio, ma continuando ad essere osservati.

  • Tra i pazienti che avevano assunto la statina, si è visto un ulteriore calo del 20% degli eventi cardiovascolari rispetto a chi aveva ricevuto placebo.
  • Per quanto riguarda il trattamento della pressione, i benefici sono stati confermati solo nei pazienti con pressione alta (sopra 140 mmHg).
  • Nei pazienti con pressione sistolica inferiore a 140 mmHg, abbassare ulteriormente la pressione non ha ridotto il rischio di eventi cardiaci.

Cosa significa tutto questo?

Questi risultati confermano che:

  • Il trattamento con statine è utile per ridurre il rischio di problemi cardiaci anche in persone senza malattie cardiovascolari precedenti ma con rischio moderato.
  • La terapia per abbassare la pressione arteriosa è importante soprattutto quando la pressione è sopra i 140 mmHg, indipendentemente dal rischio cardiovascolare complessivo.
  • Non è necessario abbassare la pressione al di sotto di 140 mmHg in persone a rischio basso o moderato, perché non si ottengono ulteriori benefici.

In conclusione

Lo studio HOPE-3 mostra che le statine aiutano a prevenire eventi cardiaci nel tempo in persone a rischio intermedio. Il controllo della pressione arteriosa è importante quando è elevata, mentre non serve abbassarla troppo in chi ha valori già normali. Questi dati aiutano a capire meglio quando e come intervenire per proteggere il cuore in modo efficace e sicuro.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andreina Carbone

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