CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 13/07/2021 Lettura: ~3 min

La trombocitopenia trombotica immuno-mediata indotta dal vaccino anti SARS-CoV-2

Fonte
Cines et al 10.1056/NEJMe2106315.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andreina Carbone Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La vaccinazione contro il COVID-19 ha permesso di proteggere milioni di persone in tutto il mondo. Come ogni trattamento medico, anche i vaccini possono avere effetti collaterali, che nella maggior parte dei casi sono lievi e temporanei. In rari casi, però, sono stati osservati eventi più seri, come una particolare condizione chiamata trombocitopenia trombotica immuno-mediata, che coinvolge la formazione di coaguli e una riduzione delle piastrine nel sangue. In questo testo spiegheremo in modo semplice cosa significa questa sindrome, come si manifesta e quali sono le informazioni attuali a riguardo.

Che cos'è la trombocitopenia trombotica immuno-mediata (VITT)?

La trombocitopenia indica una riduzione del numero di piastrine nel sangue, che sono le cellule responsabili della coagulazione per fermare i sanguinamenti. La trombosi è invece la formazione di coaguli nei vasi sanguigni, che può bloccare il flusso del sangue e causare problemi seri. La VITT è una sindrome rara che combina questi due fenomeni e si verifica in seguito alla vaccinazione con alcuni vaccini contro il COVID-19, in particolare quelli basati su vettori adenovirali come il vaccino AstraZeneca (ChAdOx1 nCoV-19).

Come si manifesta e chi può esserne colpito?

  • La VITT si sviluppa generalmente tra i 5 e i 24 giorni dopo la vaccinazione.
  • Colpisce soprattutto persone sane o con condizioni mediche stabili, spesso donne giovani sotto i 50 anni.
  • Può causare coaguli in sedi insolite, come i seni venosi cerebrali (vasi nel cervello) o le vene addominali (splancniche ed epatiche).
  • Altri tipi di trombosi possono includere vene profonde delle gambe, emboli polmonari o trombosi arteriose.
  • La conta delle piastrine può scendere molto, fino a valori molto bassi (20.000-30.000 per millimetro cubo, mentre il valore normale è molto più alto).
  • Si osservano segni di attivazione della coagulazione, come alti livelli di D-dimero e bassi livelli di fibrinogeno, proteina importante per la coagulazione.

Come viene diagnosticata?

La diagnosi si basa su test specifici che rilevano la presenza di anticorpi contro una proteina chiamata fattore piastrinico 4 (PF4). Questi anticorpi sono simili a quelli che si trovano in una condizione chiamata trombocitopenia indotta da eparina, ma nella VITT questi anticorpi si formano senza che la persona abbia assunto eparina (un farmaco anticoagulante).

Il test più usato è un esame di laboratorio chiamato ELISA PF4, che permette di identificare questi anticorpi.

Quali sono le terapie attuali?

  • Le informazioni disponibili suggeriscono che le immunoglobuline endovenose (anticorpi somministrati per via endovenosa) e dosi elevate di glucocorticoidi (farmaci che riducono l'infiammazione) possono aiutare a migliorare la conta delle piastrine e ridurre il rischio di sanguinamenti.
  • È preferibile evitare l'uso di eparina come anticoagulante, anche se in alcuni casi sembrava migliorare la situazione, perché potrebbe peggiorare la condizione.
  • Si consiglia di usare altri tipi di farmaci anticoagulanti non eparinici.

Quanto è frequente questa sindrome?

La VITT è molto rara, con un'incidenza stimata di circa 1 caso ogni 100.000 persone vaccinate con il vaccino AstraZeneca. Sono in corso studi per capire meglio i fattori di rischio e come prevenire questa reazione.

Altri dati importanti

  • L'Agenzia Europea del Farmaco ha segnalato casi di trombosi venosa cerebrale e trombosi in altre sedi in persone vaccinate sia con AstraZeneca che con Pfizer–BioNTech.
  • Non tutti i casi sono stati pubblicati in letteratura scientifica, quindi il fenomeno potrebbe essere sottostimato.
  • È importante che chi ha ricevuto la vaccinazione sia attento a sintomi come mal di testa intenso, difficoltà neurologiche o dolori addominali nei giorni successivi alla vaccinazione.
  • Restano molte domande aperte, ad esempio su quale componente del vaccino possa scatenare questa reazione, perché colpisce soprattutto certi gruppi e perché le trombosi si formano in luoghi particolari.

In conclusione

La trombocitopenia trombotica immuno-mediata è una complicanza molto rara ma seria che può verificarsi dopo la vaccinazione con alcuni vaccini contro il COVID-19. Grazie agli studi, oggi è possibile riconoscerla e trattarla in modo più efficace. È importante ricordare che i benefici della vaccinazione nel prevenire il COVID-19 e le sue complicanze gravi superano di gran lunga il rischio di questa sindrome. Restano comunque necessari ulteriori studi per comprendere meglio questa condizione e migliorare la sicurezza dei vaccini.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andreina Carbone

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA