Che cos'è l'embolia polmonare nei pazienti con COVID-19
L'infezione da coronavirus (SARS-CoV-2) provoca spesso febbre e problemi respiratori, come difficoltà a respirare e infiammazione nei polmoni. In molti pazienti con COVID-19 si osserva anche un aumento della tendenza a formare coaguli nel sangue, che può portare a complicazioni chiamate trombosi.
Quanto è comune l'embolia polmonare nei pazienti con COVID-19
Una revisione di diversi studi ha mostrato che circa il 7,4% dei pazienti con COVID-19 sviluppa tromboembolismo venoso, cioè coaguli che possono viaggiare fino ai polmoni. In uno studio su 74.814 pazienti con COVID-19 che si sono presentati al pronto soccorso, sono stati trovati 368 casi di embolia polmonare, cioè circa 5 casi ogni 1.000 pazienti.
Rispetto alla popolazione generale senza COVID-19, il rischio di embolia polmonare è circa nove volte più alto nei pazienti con COVID-19.
Fattori di rischio e caratteristiche cliniche
- Il valore del D-dimero, una sostanza che aumenta quando ci sono coaguli nel sangue, è un indicatore importante: valori superiori a 1.000 ng/mL sono associati a un rischio maggiore di embolia polmonare.
- Il dolore al petto è un sintomo che può indicare la presenza di embolia polmonare.
- Al contrario, la presenza di insufficienza cardiaca cronica sembra essere meno associata all'embolia polmonare nei pazienti con COVID-19.
I pazienti con COVID-19 e embolia polmonare mostrano caratteristiche diverse rispetto a quelli senza COVID-19, con meno fattori di rischio tradizionali per l'embolia e più segni legati all'infezione da coronavirus.
Come si presenta l'embolia polmonare nei pazienti con COVID-19
L'embolia polmonare nei pazienti con COVID-19 tende a colpire le arterie polmonari più piccole rispetto ai pazienti senza COVID-19. Tuttavia, la funzione del cuore, in particolare del ventricolo destro, è simile nei due gruppi.
Prognosi e mortalità
La mortalità in ospedale per i pazienti con COVID-19 e embolia polmonare è stata del 16%, simile a quella dei pazienti con COVID-19 senza embolia (16,6%). Tuttavia, è più alta rispetto ai pazienti senza COVID-19 che hanno avuto un'embolia polmonare (6,5%).
Questo significa che, anche se l'embolia polmonare non sembra aumentare ulteriormente il rischio di morte nei pazienti con COVID-19, la presenza di COVID-19 rende la situazione più grave rispetto a chi ha un'embolia senza essere infetto dal virus.
In conclusione
L'embolia polmonare è più frequente nei pazienti con COVID-19 rispetto alla popolazione generale, con un rischio circa nove volte superiore. I sintomi e i fattori di rischio tradizionali sono meno evidenti in questi pazienti, e i coaguli interessano arterie polmonari più piccole. Sebbene l'embolia non aumenti la mortalità nei pazienti con COVID-19, la mortalità complessiva in questi pazienti è più alta rispetto a chi ha un'embolia senza COVID-19.