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Articolo per pazienti Pubblicato: 02/08/2021 Lettura: ~3 min

Fibrillazione atriale e dati reali: risultati dello studio PREFER in AF

Fonte
Patti G. Thromboembolic Risk, Bleeding Outcomes and Effect of Different Antithrombotic Strategies in Very Elderly Patients With Atrial Fibrillation: A Sub-Analysis From the PREFER in AF Registry. J Am Heart Assoc. 2017;6:e005657.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Giuseppe Patti Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1268 Sezione: 78

Introduzione

La fibrillazione atriale è una condizione del cuore che diventa più comune con l'età. Questo disturbo può aumentare il rischio di problemi seri come l'ictus. Fortunatamente, esistono terapie che aiutano a prevenire queste complicazioni, anche nelle persone molto anziane. In questo testo spieghiamo i risultati di uno studio importante che ha analizzato come queste terapie funzionano nella vita reale, soprattutto nelle persone oltre gli 85 anni.

Che cos'è la fibrillazione atriale e perché è importante l'età

La fibrillazione atriale (FA) è un disturbo del ritmo cardiaco che diventa più frequente con l'invecchiamento della popolazione. Le persone più anziane hanno un rischio più alto di sviluppare FA. Inoltre, con l'età, aumenta anche il rischio di avere problemi come ictus (quando il sangue non arriva bene al cervello) e sanguinamenti legati ai farmaci usati per prevenire questi eventi.

Il ruolo della terapia anticoagulante

Per prevenire ictus e altri problemi causati dalla FA, si usano farmaci chiamati anticoagulanti orali. Uno studio chiamato BAFTA ha dimostrato che, negli anziani sopra i 75 anni, il farmaco warfarin è più efficace dell'aspirina nel ridurre il rischio di ictus.

Tuttavia, nonostante l'efficacia, molti anziani non ricevono o interrompono presto la terapia anticoagulante a causa del timore di sanguinamenti, soprattutto se hanno altre condizioni come insufficienza renale, rischio di cadute, difficoltà nel seguire le cure o fragilità generale.

I dati dello studio PREFER in AF

Lo studio PREFER in AF ha seguito per un anno oltre 7.000 pazienti con fibrillazione atriale in diversi paesi europei. In particolare, ha analizzato 505 pazienti molto anziani (85 anni o più) per capire i benefici e i rischi della terapia anticoagulante nella vita reale.

La maggior parte dei pazienti assumeva farmaci chiamati antagonisti della vitamina K (VKAs), come il warfarin, perché lo studio è stato fatto prima che fossero diffusi i nuovi anticoagulanti orali diretti (NOACs).

Rischi e benefici nei pazienti molto anziani

  • Il rischio di eventi ischemici come ictus o embolie aumenta con l'età.
  • Nei pazienti sopra gli 85 anni, senza terapia anticoagulante il rischio di eventi ischemici è maggiore rispetto al rischio di sanguinamenti gravi con la terapia.
  • L'uso di anticoagulanti riduce del 36% il rischio di eventi ischemici rispetto a chi non assumeva nessun trattamento o solo aspirina.
  • Il rischio di sanguinamenti gravi con anticoagulanti non era superiore a quello con aspirina.

Questi dati mostrano che, per i pazienti molto anziani con FA, è più importante prevenire gli eventi ischemici con la terapia anticoagulante che preoccuparsi del rischio di sanguinamenti.

I nuovi anticoagulanti orali (NOACs) e i loro vantaggi

Negli ultimi anni sono stati introdotti i NOACs, farmaci anticoagulanti più recenti che hanno alcuni vantaggi rispetto ai VKAs. Lo studio PREFER in AF PROLONGATION ha seguito pazienti anziani trattati con NOACs e li ha confrontati con quelli trattati con VKAs.

  • Nei pazienti con NOACs si è osservata una riduzione del 29% degli eventi combinati di sanguinamenti gravi e problemi ischemici rispetto ai VKAs.
  • La riduzione più significativa riguardava le emorragie maggiori, con una diminuzione del 42%.
  • Non è stato osservato un aumento delle emorragie gastrointestinali con i NOACs.
  • Tra i NOACs, il farmaco rivaroxaban ha mostrato un beneficio netto significativo rispetto ai VKAs.

I NOACs superano molte limitazioni dei VKAs, come le interazioni con altri farmaci e la necessità di controlli frequenti, rendendoli particolarmente adatti per gli anziani.

In conclusione

I dati reali raccolti dallo studio PREFER in AF mostrano chiaramente che nei pazienti molto anziani con fibrillazione atriale la terapia anticoagulante è fondamentale per ridurre il rischio di ictus e altre complicazioni. Il beneficio di questi farmaci supera il rischio di sanguinamenti, anche in età avanzata.

I nuovi anticoagulanti orali (NOACs) offrono vantaggi importanti rispetto ai farmaci tradizionali, con meno sanguinamenti gravi e una gestione più semplice. Questi risultati supportano l'uso esteso di anticoagulanti, in particolare NOACs, nelle persone anziane con fibrillazione atriale.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Giuseppe Patti

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