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Articolo per pazienti Pubblicato: 13/11/2021 Lettura: ~4 min

Aderenza e persistenza nella terapia anticoagulante: confronto tra DOAC e AVK

Fonte
Vincenzo Nissardi, U.O.C. Clinica Cardiologica–UTIC, Azienda Ospedaliero-Universitaria di Cagliari; Bibliografia inclusa nel testo originale.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Vincenzo Nissardi Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 989 Sezione: 22

Introduzione

Prendersi cura della propria salute richiede spesso di seguire con attenzione le terapie prescritte. Questo è particolarmente importante nelle persone con fibrillazione atriale, una condizione del cuore che aumenta il rischio di coaguli e ictus. In questo testo spiegheremo in modo semplice cosa significa aderire e persistere in una terapia anticoagulante, e come i nuovi farmaci (DOAC) si confrontano con quelli tradizionali (AVK).

Che cosa significa aderire e persistere in terapia

Aderenza terapeutica significa quanto una persona segue correttamente le indicazioni del medico, ad esempio assumendo i farmaci come prescritto. Non si tratta solo di "obbedire", ma di un accordo e collaborazione tra medico e paziente, che condividono insieme il piano di cura.

Persistenza terapeutica indica invece per quanto tempo una persona continua a prendere il farmaco senza interromperlo.

Entrambi questi aspetti sono importanti per ottenere i benefici attesi dalla terapia.

Fattori che influenzano l'aderenza

  • Condizioni sociali ed economiche, come il costo dei farmaci o il livello culturale.
  • Qualità del rapporto con il medico e la frequenza dei controlli.
  • Gravità e sintomi della malattia.
  • Caratteristiche della terapia, come la complessità e gli effetti collaterali.
  • Condizioni personali del paziente, come problemi di memoria o stati d'animo come la depressione.

In particolare, gli anziani, spesso con più malattie e molti farmaci da prendere, sono più a rischio di non seguire correttamente le terapie.

La fibrillazione atriale e il rischio di ictus

La fibrillazione atriale (FA) è l'aritmia cardiaca più comune negli adulti e aumenta con l'età. Questa condizione favorisce la formazione di coaguli che possono causare ictus.

Per prevenire questi rischi, si usa la terapia anticoagulante orale (TAO), che rende il sangue meno "appiccicoso" e riduce la formazione di coaguli.

I farmaci anticoagulanti: AVK e DOAC

Storicamente, la TAO è stata fatta con farmaci chiamati antagonisti della vitamina K (AVK), come warfarin e acenocumarolo. Questi farmaci sono efficaci ma hanno alcune difficoltà:

  • Richiedono controlli frequenti del sangue per mantenere la dose giusta.
  • Possono interagire con molti alimenti e altri farmaci.
  • Hanno un rischio di sanguinamento, che può spaventare soprattutto gli anziani.

Per questi motivi, molti pazienti, specialmente gli anziani, non usano o interrompono la terapia con AVK.

I nuovi farmaci anticoagulanti diretti (DOAC) sono stati sviluppati per superare questi problemi. Essi:

  • Non richiedono aggiustamenti frequenti della dose.
  • Non sono influenzati dal cibo.
  • Hanno poche interazioni con altri farmaci.
  • Hanno dimostrato efficacia e sicurezza pari o superiore agli AVK.

Confronto tra DOAC e AVK in termini di aderenza e persistenza

Studi condotti in diversi paesi hanno mostrato che i pazienti tendono a seguire meglio la terapia con DOAC rispetto agli AVK:

  • In uno studio negli Stati Uniti, dopo 6 mesi il 72% dei pazienti con DOAC continuava la terapia, contro il 53% con AVK.
  • Un altro studio ha evidenziato che quasi la metà dei pazienti con DOAC assumeva i farmaci correttamente per almeno l'80% dei giorni, rispetto al 40% con AVK.
  • In Inghilterra, dopo un anno, l'aderenza era circa del 65% con DOAC e del 51% con AVK; la persistenza era più alta con DOAC, soprattutto con alcuni tipi come apixaban.

Questi dati suggeriscono che i DOAC possono facilitare una migliore continuità e corretto uso della terapia anticoagulante.

L'importanza del coinvolgimento del paziente

Per migliorare l'aderenza e la persistenza, è fondamentale che il medico coinvolga il paziente (o i suoi familiari, in caso di difficoltà fisiche o cognitive) nelle scelte terapeutiche. Questo significa:

  • Spiegare chiaramente i benefici della terapia e i possibili effetti collaterali.
  • Ridurre paure e dubbi con informazioni corrette.
  • Offrire supporto e disponibilità per affrontare eventuali problemi.
  • Assicurarsi che il paziente abbia compreso bene le indicazioni.

Un paziente ben informato e coinvolto è più motivato a seguire la terapia e a mantenere i benefici per la propria salute.

In conclusione

Seguire correttamente la terapia anticoagulante è essenziale per prevenire ictus nei pazienti con fibrillazione atriale. I nuovi farmaci DOAC offrono vantaggi importanti rispetto ai tradizionali AVK, facilitando una migliore aderenza e persistenza al trattamento. Un rapporto di fiducia e collaborazione tra medico e paziente è la base per ottenere i migliori risultati dalla terapia.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Vincenzo Nissardi

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