CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 25/11/2021 Lettura: ~3 min

Come gestire i nuovi anticoagulanti orali prima di un intervento chirurgico secondo la società europea di aritmologia

Fonte
2021 European Heart Rhythm Association Practical Guide on the Use of Non-Vitamin K Antagonist Oral Anticoagulants in Patients with Atrial Fibrillation Jan Steffel. Europace (2021)

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Marco Ballarotto Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1116 Sezione: 34

Introduzione

I nuovi anticoagulanti orali sono farmaci importanti per prevenire problemi come l’ictus o la trombosi. Quando una persona che li assume deve fare un intervento chirurgico, è fondamentale sapere come gestire questi farmaci in modo sicuro. La società europea di aritmologia ha pubblicato indicazioni chiare per aiutare medici e pazienti a prendere le decisioni migliori in queste situazioni.

Che cosa sono i nuovi anticoagulanti orali (DOAC)

I DOAC sono farmaci usati per prevenire la formazione di coaguli nel sangue in condizioni come la fibrillazione atriale (un problema del cuore) e la trombosi venosa. Sono molto usati perché efficaci e più semplici da gestire rispetto ai vecchi anticoagulanti.

Perché è importante la gestione dei DOAC prima di un intervento

Circa un quarto delle persone che assumono questi farmaci deve sottoporsi a un intervento chirurgico entro due anni. In questi casi è necessario decidere quando sospendere il farmaco per evitare sanguinamenti durante l’operazione, ma anche per non aumentare il rischio di coaguli.

Come si gestiscono i DOAC prima e dopo l’intervento

  • Interventi in emergenza: non si possono rimandare. In questi casi si può usare un antidoto specifico per annullare rapidamente l’effetto del farmaco e ridurre il rischio di sanguinamento.
  • Interventi urgenti o programmati: si pianifica la sospensione del farmaco in base al tipo di intervento e al rischio di sanguinamento.

Antidoti disponibili

  • Idarucizumab: antidoto per il dabigatran, agisce rapidamente per fermare l’effetto anticoagulante.
  • Andexanet alfa: antidoto per alcuni DOAC come rivaroxaban e apixaban, ma con alcune precauzioni.

Valutazioni da fare prima dell’intervento

  • Rischio di sanguinamento legato al paziente (età, altre malattie, farmaci assunti, ecc.).
  • Rischio di sanguinamento legato all’intervento (quanto è invasivo, tipo di anestesia, ecc.).
  • Controllo degli esami del sangue per valutare la coagulazione.

Tempi di sospensione del DOAC in base al rischio dell’intervento

Gli interventi sono divisi in tre categorie:

  • Rischio minimo: sanguinamento raro e facilmente controllabile. Il farmaco si sospende 12-24 ore prima e si riprende 6 ore dopo l’intervento.
  • Rischio basso: lieve possibilità di sanguinamento. Il farmaco si sospende 24 ore prima (36 ore se la funzione renale è ridotta) e si riprende il giorno dopo l’intervento. Non serve usare eparina per sostituire temporaneamente il DOAC.
  • Rischio elevato: alto rischio di sanguinamento con possibili conseguenze serie. Il farmaco si sospende 48 ore prima (fino a 72 ore se la funzione renale è ridotta). In alcuni casi si può considerare un trattamento sostitutivo con eparina.

Importanza della funzione renale

La capacità dei reni di eliminare il farmaco influenza i tempi di sospensione. Se i reni funzionano meno bene, è necessario sospendere il DOAC più a lungo prima dell’intervento.

Quando riprendere il trattamento anticoagulante

In generale, il DOAC si può riprendere 6-8 ore dopo l’intervento, quando il rischio di sanguinamento è sotto controllo. In casi con rischio elevato di sanguinamento, la ripresa può essere posticipata fino a 48-72 ore. In queste situazioni, se necessario, si può usare l’eparina a basso peso molecolare come protezione temporanea.

In conclusione

La gestione dei nuovi anticoagulanti orali prima di un intervento chirurgico deve essere personalizzata in base al tipo di intervento, al rischio di sanguinamento e alla salute del paziente. È importante sospendere il farmaco con tempi adeguati e riprenderlo quando è sicuro farlo, senza usare spesso trattamenti sostitutivi che possono aumentare il rischio di sanguinamento. Le linee guida europee aiutano medici e pazienti a seguire un percorso chiaro e sicuro in queste situazioni.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Marco Ballarotto

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA