Chi sono stati studiati
Lo studio ha coinvolto 2.589 immigrati cinesi di prima generazione che vivono a Prato, in Italia. L'età media era di 47 anni e il 62% erano donne.
Cosa è stato misurato
Ai partecipanti sono stati controllati diversi aspetti della salute, tra cui:
- La pressione arteriosa (PA), che indica la forza del sangue contro le pareti delle arterie.
- Il livello di zucchero nel sangue (glucosio).
- Il colesterolo e i trigliceridi, che sono tipi di grassi nel sangue.
- Le misure del corpo (antropometriche), come il peso e la circonferenza della vita.
Risultati principali
Lo studio ha confrontato i fattori di rischio tra chi vive in Italia da meno di 10 anni e chi da 20 anni o più. Ecco cosa è emerso:
- Chi vive in Italia da 20 anni o più ha una probabilità più alta di avere ipertensione (pressione alta) e diabete di tipo 2 rispetto a chi è arrivato da meno di 10 anni.
- Al contrario, chi vive in Italia da più tempo ha una probabilità più bassa di avere ipercolesterolemia, cioè un livello alto di colesterolo nel sangue.
- Questi cambiamenti sono risultati particolarmente evidenti nelle donne.
Cosa significa acculturazione
Con acculturazione si intende il processo con cui una persona si abitua e adatta alle abitudini e allo stile di vita del nuovo paese in cui vive. Questo può influenzare la salute in modi diversi.
In conclusione
Il tempo trascorso in Italia e l'adattamento alla cultura italiana sembrano influenzare alcuni fattori di rischio per le malattie del cuore e dei vasi sanguigni tra gli immigrati cinesi. In particolare, con più anni di residenza, aumenta la possibilità di avere pressione alta e diabete, soprattutto nelle donne, mentre il colesterolo alto tende a diminuire.