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Articolo per pazienti Pubblicato: 30/11/2021 Lettura: ~3 min

Gestione della terapia anticoagulante nell’ablazione della fibrillazione atriale

Fonte
Matteo Bertini, Professore di Cardiologia, Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant’Anna di Ferrara; Bibliografia inclusa nel testo originale.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Matteo Bertini Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 989 Sezione: 22

Introduzione

L’ablazione transcatetere è una procedura usata per trattare la fibrillazione atriale, un disturbo del ritmo cardiaco. Questa procedura comporta sia un rischio di sanguinamento che di formazione di coaguli. Per questo motivo, la gestione della terapia anticoagulante, cioè dei farmaci che prevengono la formazione di coaguli, è molto importante per la sicurezza del paziente.

Che cos’è l’ablazione della fibrillazione atriale e quali sono i rischi

L’ablazione transcatetere è un trattamento che utilizza un catetere per correggere il ritmo irregolare del cuore causato dalla fibrillazione atriale. Questa procedura può causare sanguinamenti a causa della puntura del cuore e dell’ablazione stessa. Allo stesso tempo, c’è il rischio che si formino coaguli di sangue, che possono portare a ictus o altri problemi.

La terapia anticoagulante prima della procedura

Le linee guida consigliano di mantenere una terapia con farmaci anticoagulanti per almeno tre settimane prima dell’ablazione. Questo aiuta a ridurre il rischio di coaguli durante e dopo la procedura. In passato si usavano soprattutto farmaci chiamati antagonisti della vitamina K (VKA), ma oggi sono molto usati anche i cosiddetti anticoagulanti orali diretti (DOAC), che sono più semplici da gestire.

Prima della procedura, è importante escludere la presenza di coaguli nel cuore, in particolare nell’orecchietta dell’atrio sinistro, tramite esami ecografici specifici come l’ecocardiogramma transesofageo.

Studi principali sui farmaci anticoagulanti durante l’ablazione

  • VENTURE-AF: ha confrontato il rivaroxaban con i VKA, mostrando che il rischio di sanguinamento e di eventi ischemici era simile. Il rivaroxaban veniva assunto fino alla sera prima della procedura.
  • RE-CIRCUIT: ha confrontato il dabigatran con i VKA, dimostrando un rischio inferiore di sanguinamenti maggiori con dabigatran. Questo farmaco veniva assunto regolarmente anche il giorno della procedura, con ripresa dopo 3 ore dal termine.
  • AXAFA: ha valutato l’apixaban rispetto ai VKA, confermando una sicurezza simile per morte, ictus e sanguinamenti.
  • ELIMINATE-AF: ha studiato l’edoxaban, mostrando risultati comparabili ai VKA per eventi gravi nei 90 giorni dopo l’ablazione.

In generale, questi studi indicano che i DOAC sono sicuri e efficaci durante l’ablazione della fibrillazione atriale.

Come assumere i farmaci anticoagulanti prima e dopo la procedura

  • Per i DOAC che si prendono una volta al giorno (rivaroxaban ed edoxaban), si consiglia di spostare la dose alla sera, almeno una settimana prima dell’ablazione.
  • Per i DOAC che si assumono due volte al giorno (apixaban e dabigatran), la dose della mattina della procedura può essere evitata se la procedura avviene entro 8 ore dall’assunzione, ma questo può variare in base al centro e alla condizione del paziente.
  • Dopo la procedura, la terapia anticoagulante si può riprendere dopo 3-5 ore, se non ci sono segni di sanguinamento o altre complicazioni.
  • È importante continuare la terapia anticoagulante per almeno 40 giorni dopo l’ablazione, indipendentemente dal rischio individuale di coaguli. Successivamente, la decisione di proseguire dipende dalla valutazione del rischio personale.

In conclusione

La gestione della terapia anticoagulante durante l’ablazione della fibrillazione atriale è fondamentale per bilanciare i rischi di sanguinamento e di formazione di coaguli. I farmaci anticoagulanti orali diretti (DOAC) sono una scelta sicura ed efficace, e la loro assunzione deve essere adattata in modo da garantire la massima protezione durante tutto il periodo della procedura e nei giorni successivi.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Matteo Bertini

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