Che cos'è la fibrillazione atriale persistente e i trattamenti studiati
La fibrillazione atriale persistente è un disturbo del ritmo cardiaco che può causare battiti irregolari e aumentare il rischio di problemi come l'ictus. Un trattamento comune è l'isolamento elettrico delle vene polmonari, che mira a bloccare i segnali elettrici anomali che causano l'aritmia.
Lo studio ha valutato se aggiungere la legatura percutanea dell’auricola sinistra (una procedura che chiude una piccola parte del cuore chiamata auricola sinistra) possa migliorare i risultati nei pazienti con questa condizione.
Come è stato condotto lo studio
- Sono stati coinvolti 610 pazienti con fibrillazione atriale persistente.
- Alcuni hanno ricevuto solo l'isolamento elettrico delle vene polmonari (206 persone).
- Altri hanno ricevuto sia l'isolamento che la chiusura dell’auricola sinistra con un dispositivo chiamato Lariat (404 persone).
- I pazienti sono stati seguiti per 12 mesi per valutare i risultati.
Risultati principali
- La procedura combinata è stata possibile da eseguire e considerata abbastanza sicura.
- Dopo 12 mesi, nell'85% dei pazienti trattati con la chiusura dell’auricola sinistra, la comunicazione residua (cioè la piccola apertura rimasta) era di 1 millimetro o meno, indicando una buona efficacia della chiusura.
- La frequenza di ricomparsa dell’aritmia è stata simile tra i due gruppi, quindi la chiusura aggiuntiva non ha ridotto significativamente le recidive in generale.
- Analisi preliminari suggeriscono che la procedura combinata potrebbe essere più utile in pazienti con fibrillazione atriale persistente in fase iniziale o con un atrio sinistro (una parte del cuore) più grande.
- Tuttavia, sono necessari ulteriori studi per confermare questi possibili benefici.
In conclusione
Lo studio ha mostrato che chiudere l’auricola sinistra insieme all’isolamento delle vene polmonari è una procedura fattibile e sicura. Tuttavia, al momento non sembra ridurre in modo significativo le recidive di fibrillazione atriale persistente rispetto al solo isolamento. Potrebbe però essere più efficace in alcuni sottogruppi di pazienti, ma servono ulteriori ricerche per confermarlo.