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Articolo per pazienti Pubblicato: 09/12/2021 Lettura: ~3 min

Novità nel trattamento dei bypass venosi e nella prevenzione della fibrillazione atriale dopo interventi cardiaci

Fonte
Congresso AHA 2021, studi VEST e PALACS presentati da Alberto Aimo, Scuola Superiore Sant’Anna e Fondazione Toscana Gabriele Monasterio, Pisa.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Alberto Aimo Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Introduzione

Durante il congresso AHA 2021 sono state presentate nuove scoperte importanti per la chirurgia cardiaca. Queste riguardano un dispositivo per migliorare la durata dei bypass venosi e una tecnica per ridurre la comparsa di fibrillazione atriale dopo l'intervento. Questi progressi potrebbero aiutare a migliorare la salute e la sicurezza dei pazienti sottoposti a interventi al cuore.

Dispositivo per supportare i bypass venosi

I bypass venosi sono vasi sanguigni prelevati da altre parti del corpo e usati per superare le arterie coronarie bloccate. Purtroppo, circa la metà di questi bypass si chiude entro 10 anni. Per cercare di migliorare la loro durata, è stato studiato un dispositivo chiamato VEST, che è una struttura metallica simile a uno stent, posizionata intorno al bypass per rinforzarlo.

Lo studio VEST ha coinvolto 224 pazienti con malattia coronarica che necessitavano di almeno due bypass venosi. In ogni paziente, uno dei bypass veniva supportato dal dispositivo e l'altro no, per confrontarne l'efficacia.

Dopo un anno, non si sono trovate differenze significative nella crescita di tessuto all'interno dei vasi (iperplasia intimale) tra bypass con o senza dispositivo. Alcuni risultati suggeriscono un possibile beneficio, ma sono stati limitati da un numero elevato di bypass che si sono chiusi o sono risultati malati, rendendo difficile trarre conclusioni certe.

Il dispositivo si è dimostrato sicuro e ha migliorato l'uniformità del diametro dei bypass, il che potrebbe essere utile specialmente in vasi di qualità inferiore. Tuttavia, la manipolazione necessaria per posizionare il dispositivo potrebbe contribuire alla chiusura precoce dei bypass.

Pericardiotomia posteriore per prevenire la fibrillazione atriale

La fibrillazione atriale è un'aritmia cardiaca comune dopo interventi al cuore, che può peggiorare la prognosi. Uno studio chiamato PALACS ha valutato una tecnica chiamata pericardiotomia sinistra posteriore, che consiste in un'incisione nel pericardio (la membrana che avvolge il cuore) per permettere il drenaggio del sangue e dei liquidi che si accumulano dopo l'intervento.

Questa procedura semplice ha ridotto significativamente il rischio di fibrillazione atriale postoperatoria in 420 pazienti sottoposti a interventi cardiaci elettivi. Inoltre, ha diminuito la necessità di farmaci per controllare l'aritmia e di anticoagulanti. Non ha però influenzato la durata del ricovero o la mortalità.

Il meccanismo probabile è che il drenaggio riduca l'infiammazione e la pressione sul cuore, fattori che possono scatenare l'aritmia. Lo studio è stato condotto in un solo centro e non ha incluso tutti i tipi di interventi, quindi sono necessari ulteriori studi per confermare questi risultati.

In conclusione

Le nuove ricerche presentate all'AHA 2021 mostrano due importanti innovazioni in chirurgia cardiaca:

  • Un dispositivo esterno per rinforzare i bypass venosi, che è sicuro ma necessita di ulteriori studi per valutarne l'efficacia nel lungo termine.
  • Una tecnica di pericardiotomia posteriore che riduce la fibrillazione atriale dopo l'intervento, offrendo una possibile nuova opzione non farmacologica per la prevenzione di questa complicanza.

Questi progressi rappresentano passi avanti per migliorare i risultati degli interventi cardiaci e la qualità di vita dei pazienti.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Alberto Aimo

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