Che cos'è la doppia terapia antiaggregante (DAPT)?
La doppia terapia antiaggregante è un trattamento che combina due farmaci per prevenire la formazione di coaguli nel cuore dopo l'inserimento di uno stent, un piccolo tubo che aiuta a mantenere aperte le arterie coronariche.
Lo studio MASTER DAPT
Il trial MASTER DAPT ha confrontato due durate diverse di questa terapia in pazienti con malattia coronarica che avevano ricevuto uno stent speciale, rivestito con un farmaco chiamato sirolimus e un polimero che si dissolve nel tempo.
Come è stato condotto lo studio
- Partecipanti: pazienti con malattia coronarica sintomatica sottoposti a PCI nei 30-44 giorni precedenti.
- Divisione in due gruppi: uno con terapia antiaggregante abbreviata (circa 2.295 pazienti) e uno con terapia standard (circa 2.284 pazienti).
- Nei pazienti senza necessità di anticoagulanti orali, il gruppo abbreviato ha sospeso subito la doppia terapia e continuato con un solo farmaco antiaggregante, mentre il gruppo standard ha proseguito la doppia terapia per 5 mesi prima di passare al singolo farmaco.
- Nei pazienti con indicazione all'anticoagulante orale, il gruppo abbreviato ha sospeso subito la doppia terapia, mentre il gruppo standard l'ha mantenuta per 2 mesi prima di continuare con un solo antiaggregante insieme all'anticoagulante.
- L'età media dei partecipanti era di 76 anni, il 31% erano donne e il 33% diabetici.
Risultati principali dello studio
- Eventi clinici avversi netti (morte, infarto, ictus o sanguinamento grave): 7,5% nel gruppo con terapia abbreviata e 7,7% nel gruppo con terapia standard. La differenza è stata considerata non inferiore, cioè la terapia breve è risultata altrettanto sicura.
- Eventi cardiaci o cerebrali maggiori (morte, infarto o ictus): 6,1% nel gruppo abbreviato e 5,9% nel gruppo standard, con risultati simili.
- Sanguinamenti maggiori o rilevanti: 6,5% nel gruppo abbreviato rispetto al 9,4% nel gruppo standard, mostrando un vantaggio della terapia più breve nel ridurre il rischio di sanguinamento.
Risultati nei sottogruppi di pazienti
- Nei pazienti con indicazione all'anticoagulante orale, la terapia abbreviata ha mostrato un rischio leggermente più basso di eventi avversi rispetto alla terapia standard.
- Nei pazienti senza indicazione all'anticoagulante, i risultati sono stati simili tra le due terapie.
- La riduzione del sanguinamento con la terapia abbreviata è stata osservata sia nei pazienti con che senza indicazione all'anticoagulante orale.
Chi ha partecipato allo studio
Lo studio ha coinvolto pazienti con malattia coronarica acuta o cronica, tutti sottoposti a PCI con stent a rilascio di sirolimus e polimero biodegradabile, e considerati a rischio aumentato di sanguinamento.
In conclusione
La terapia antiaggregante abbreviata dopo PCI con stent specifici è risultata altrettanto efficace e sicura quanto la terapia standard più lunga. Inoltre, ha mostrato un vantaggio nel ridurre il rischio di sanguinamento. Questi risultati sono validi sia per chi assume anticoagulanti orali sia per chi non li assume.