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Articolo per pazienti Pubblicato: 20/12/2021 Lettura: ~3 min

Terapia anticoagulante in paziente con fibrillazione atriale parossistica e aneurisma dell’aorta addominale

Fonte
Wanhainen A et al., European Society for Vascular Surgery (ESVS) 2019 Clinical Practice Guidelines; Connolly SJ et al., Dabigatran versus warfarin in atrial fibrillation, N Engl J Med 2009; Cameron SJ et al., Antithrombotic therapy in abdominal aortic aneurysm, Blood 2018; Pollack CV Jr et al., Idarucizumab for dabigatran reversal, N Engl J Med 2017; Levy JH et al., Dabigatran reversal with idarucizumab in urgent surgery, Ann Surg 2021.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Fabio Lattanzi Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 989 Sezione: 22

Introduzione

Questo testo descrive in modo chiaro e rassicurante la gestione di un paziente anziano con fibrillazione atriale e aneurisma dell’aorta addominale. Viene spiegato come si valuta la scelta della terapia anticoagulante, tenendo conto delle condizioni generali e dei rischi specifici, per garantire un trattamento efficace e sicuro.

Il caso del paziente

Parliamo di un uomo di 79 anni, con sovrappeso e alcune malattie comuni come l’ipertensione, il diabete di tipo 2 e un livello elevato di colesterolo. Non aveva problemi cardiaci noti, ma era seguito per una malattia delle arterie, con placche nelle carotidi e un aneurisma (cioè un rigonfiamento) dell’aorta addominale, la grande arteria nella pancia.

Durante un controllo con ecografia, si confermava la presenza di placche nelle arterie del collo e un aneurisma dell’aorta con diametro di 41 mm, leggermente aumentato rispetto all’anno precedente. Il chirurgo vascolare consigliava di continuare a monitorare la situazione senza interventi invasivi, seguendo le linee guida.

Scoperta della fibrillazione atriale

Durante l’esame Doppler si notavano anomalie nel flusso del sangue, senza sintomi evidenti come palpitazioni. Un elettrocardiogramma (ECG) mostrava la presenza di fibrillazione atriale, un’aritmia del cuore, con battito regolare e frequenza media di 88 battiti al minuto.

L’esame fisico indicava una buona situazione generale, con pressione arteriosa 140/85 mmHg e un peso di 84 kg per 167 cm di altezza. Un ecocardiogramma evidenziava un cuore con dimensioni normali, buona funzione e un leggero ingrandimento dell’atrio sinistro, senza problemi alle valvole.

Terapia iniziale e valutazioni

Il paziente assumeva già alcuni farmaci per la pressione, il colesterolo e il diabete. Per la fibrillazione atriale, si è iniziata una terapia con eparina a basso peso molecolare (un tipo di anticoagulante) e un beta-bloccante per controllare la frequenza cardiaca.

Gli esami del sangue mostravano valori normali di emoglobina e una funzione renale leggermente ridotta. Il rischio di formazione di coaguli era valutato alto (punteggio CHA2DS2-VASc = 4), quindi si è deciso di iniziare una terapia anticoagulante orale.

Scelta dell’anticoagulante

Tra le opzioni disponibili, si è preferito un anticoagulante diretto chiamato dabigatran, in dose bassa (110 mg due volte al giorno). Questa scelta tiene conto dell’età del paziente, della funzione renale e della presenza dell’aneurisma aortico, che potrebbe richiedere un intervento chirurgico in futuro.

Dabigatran ha il vantaggio di avere un antidoto specifico, l’idarucizumab, che può annullare rapidamente il suo effetto in caso di emergenza, come un’emorragia grave o un intervento urgente. Questo è importante per la sicurezza del paziente.

Follow-up e andamento

Il paziente era in lista per una procedura chiamata cardioversione elettrica, che serve a ripristinare il ritmo normale del cuore. Tuttavia, prima dell’intervento, il ritmo sinusale si è ripristinato spontaneamente, quindi la procedura non è stata eseguita, ma la terapia anticoagulante è stata mantenuta.

Considerazioni sull’aneurisma e la terapia anticoagulante

Non ci sono dati certi sull’uso degli anticoagulanti in pazienti con fibrillazione atriale e aneurisma aortico insieme. L’aneurisma, se non complicato da rottura o trombi, non è di per sé un motivo per evitare o iniziare la terapia anticoagulante.

È però importante considerare il rischio, anche se basso, di complicazioni emorragiche che potrebbero richiedere un intervento urgente, per cui la possibilità di annullare rapidamente l’effetto anticoagulante è un fattore da valutare nella scelta del farmaco.

In conclusione

In questo caso, la scelta di un anticoagulante diretto come dabigatran a dose bassa rappresenta un equilibrio tra efficacia nella prevenzione dei coaguli e sicurezza, grazie anche alla disponibilità di un antidoto rapido. La gestione personalizzata tiene conto delle condizioni generali del paziente e delle sue specifiche necessità, offrendo un trattamento adeguato e sicuro.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Fabio Lattanzi

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