Che cosa è la teleriabilitazione
La teleriabilitazione è un modo per fare riabilitazione usando internet, senza dover andare di persona in ospedale o in centri specializzati. Questo metodo è diventato molto importante soprattutto durante la pandemia di COVID-19, quando era più difficile spostarsi e incontrare medici o terapisti.
Lo studio sull’uso di internet dopo l’ictus
Uno studio presentato nel 2022 ha analizzato come usano internet le persone che hanno avuto un ictus rispetto a chi non lo ha avuto. Sono stati esaminati più di 55.000 individui con ictus, con una maggioranza di donne (57,5%) e persone di pelle bianca (76,9%).
I risultati principali
- Solo il 57,8% delle persone che hanno avuto un ictus usa internet, mentre tra chi non ha avuto ictus la percentuale è più alta, l’84,3%.
- Tra le persone con ictus, le donne usano internet più degli uomini, tranne nella fascia di età sopra i 65 anni, dove la situazione si inverte.
- Le persone di pelle bianca non ispaniche usano internet di più (61,9%) rispetto ad altre etnie.
Perché questi dati sono importanti
Le differenze nell’uso di internet tra sesso, età ed etnia possono influenzare l’accesso ai servizi di telemedicina, cioè le cure e le terapie a distanza. Questo è particolarmente rilevante perché la telemedicina è diventata una risorsa importante negli ultimi anni, soprattutto per la riabilitazione dopo un ictus.
Lo studio sottolinea che, negli Stati Uniti, è importante migliorare l’accesso a internet per:
- le donne sopra i 65 anni;
- le minoranze etniche.
In questo modo si può garantire a più persone la possibilità di usare la riabilitazione a distanza e migliorare la loro salute.
In conclusione
Chi ha avuto un ictus usa internet meno spesso rispetto agli altri, con differenze legate al sesso, all’età e all’etnia. Queste differenze possono limitare l’accesso alla riabilitazione a distanza, un metodo utile e sempre più diffuso. Perciò, è importante lavorare per migliorare l’accesso a internet soprattutto per le persone più anziane e per le minoranze, così da offrire a tutti le stesse opportunità di cura.