Che cos'è lo studio CHOICE
Lo studio CHOICE è stato condotto su 121 pazienti con ictus ischemico acuto causato da un blocco in un grande vaso sanguigno del cervello. Tutti i pazienti avevano già ricevuto una trombectomia, una procedura per rimuovere il blocco, e avevano una buona ripresa del flusso sanguigno (almeno il 50% dell’area colpita).
Come è stato condotto lo studio
I pazienti sono stati divisi in due gruppi in modo casuale e senza che né loro né i medici sapessero quale trattamento ricevevano (studio in doppio cieco):
- Un gruppo ha ricevuto alteplase, un farmaco che aiuta a sciogliere i coaguli, somministrato direttamente nelle arterie in 15-30 minuti.
- L’altro gruppo ha ricevuto un placebo, cioè una sostanza senza effetto attivo.
Lo studio è stato interrotto prima del previsto a causa delle difficoltà di arruolamento legate alla pandemia di COVID-19.
Risultati principali
- Il 59% dei pazienti trattati con alteplase ha mostrato una buona ripresa neurologica a 90 giorni, senza disabilità significativa (valutata con una scala chiamata modified Rankin Scale, dove 0 o 1 indica assenza o minima disabilità).
- Nel gruppo placebo, questa percentuale era del 40.4%.
- Non sono state osservate emorragie cerebrali sintomatiche nel gruppo alteplase, mentre nel gruppo placebo si è verificato un caso (3.8%).
- La mortalità a 90 giorni è stata più bassa nel gruppo alteplase (8%) rispetto al gruppo placebo (15%).
Cosa significa tutto questo
Questi risultati suggeriscono che somministrare alteplase direttamente nelle arterie dopo una trombectomia può migliorare la ripresa neurologica nei pazienti con ictus ischemico grave. Inoltre, non ha aumentato il rischio di sanguinamenti cerebrali pericolosi.
Tuttavia, i risultati sono preliminari e devono essere confermati da studi più ampi.
In conclusione
Lo studio CHOICE indica che l’aggiunta di alteplase intra-arterioso al trattamento con trombectomia può aiutare a migliorare la salute neurologica delle persone colpite da ictus ischemico acuto. Questo approccio potrebbe offrire una speranza in più per ridurre le disabilità dopo un ictus grave, ma è importante attendere ulteriori conferme scientifiche.