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Articolo per pazienti Pubblicato: 08/03/2022 Lettura: ~2 min

Gestire l’ictus in pazienti anziani con più problemi di salute

Fonte
Linee guida ESC 2020 per la diagnosi e gestione della fibrillazione atriale, con contributo speciale dell’European Heart Rhythm Association (EHRA). Hindricks G et al. EurHeart J. 2021 Feb 1;42(5):373-498

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Antonia Nucera Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1218 Sezione: 64

Introduzione

Questo testo parla di come affrontare un ictus in un paziente anziano con diverse malattie. Spiega come si può intervenire subito e come scegliere la cura più adatta per prevenire nuovi problemi, sempre tenendo conto delle sue condizioni particolari.

Che cosa è successo al paziente

Si tratta di un uomo di 89 anni con diverse malattie: ha il diabete, la pressione alta, un problema ai reni e prende un farmaco anticoagulante chiamato eparina a basso peso molecolare. Un giorno ha avuto improvvisamente difficoltà a parlare e debolezza a metà del corpo. Al pronto soccorso è stato valutato con un punteggio che misura la gravità dell’ictus (NIHSS = 8). L’esame con la TAC cerebrale non mostrava danni evidenti, ma un altro esame (Angio-TC) ha evidenziato un’ostruzione in un’arteria del cervello (arteria cerebrale media sinistra).

Come è stato trattato l’ictus acuto

  • È stata fatta una terapia chiamata trombolisi sistemica, che serve a sciogliere il coagulo, entro 4,5 ore dall’inizio dei sintomi.
  • È stato somministrato un farmaco specifico (rtPA) calcolato in base al peso del paziente.
  • Il paziente è stato poi inviato in un centro specializzato per una possibile trombectomia, cioè la rimozione meccanica del coagulo, ma questa non è stata fatta perché il paziente stava migliorando.
  • Dopo 24 ore, il paziente mostrava un miglioramento significativo (NIHSS 3) e la TAC mostrava una piccola area di danno ischemico senza sintomi aggiuntivi.

La gestione dopo l’ictus e il sanguinamento

  • Il paziente ha avuto un piccolo sanguinamento nel cervello (infarcimento emorragico), probabilmente dovuto al ripristino del flusso sanguigno.
  • Questo sanguinamento non ha causato sintomi e il paziente è migliorato.
  • La decisione su quando riprendere la terapia anticoagulante è stata presa seguendo una regola chiamata “regola del 3”, basata sulla gravità dell’ictus secondo le linee guida europee.
  • Dopo 10 giorni, il paziente continuava a migliorare (NIHSS 2) e la TAC mostrava che il sanguinamento si era completamente riassorbito.

La scelta della terapia anticoagulante a lungo termine

  • Per prevenire nuovi ictus, è stato scelto un anticoagulante chiamato Edoxaban, a dose ridotta (30 mg al giorno) perché il paziente è anziano, ha un peso basso e problemi ai reni.
  • Controlli a 3 e 6 mesi hanno mostrato che la funzione renale era stabile e non c’erano nuovi ictus.

In conclusione

Questo caso mostra che anche in pazienti anziani con molte malattie è possibile gestire efficacemente un ictus. La terapia deve essere personalizzata, tenendo conto delle condizioni generali e dei rischi, per ottenere il miglior risultato possibile e prevenire complicazioni future.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Antonia Nucera

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