Che cosa è successo al paziente
Si tratta di un uomo di 89 anni con diverse malattie: ha il diabete, la pressione alta, un problema ai reni e prende un farmaco anticoagulante chiamato eparina a basso peso molecolare. Un giorno ha avuto improvvisamente difficoltà a parlare e debolezza a metà del corpo. Al pronto soccorso è stato valutato con un punteggio che misura la gravità dell’ictus (NIHSS = 8). L’esame con la TAC cerebrale non mostrava danni evidenti, ma un altro esame (Angio-TC) ha evidenziato un’ostruzione in un’arteria del cervello (arteria cerebrale media sinistra).
Come è stato trattato l’ictus acuto
- È stata fatta una terapia chiamata trombolisi sistemica, che serve a sciogliere il coagulo, entro 4,5 ore dall’inizio dei sintomi.
- È stato somministrato un farmaco specifico (rtPA) calcolato in base al peso del paziente.
- Il paziente è stato poi inviato in un centro specializzato per una possibile trombectomia, cioè la rimozione meccanica del coagulo, ma questa non è stata fatta perché il paziente stava migliorando.
- Dopo 24 ore, il paziente mostrava un miglioramento significativo (NIHSS 3) e la TAC mostrava una piccola area di danno ischemico senza sintomi aggiuntivi.
La gestione dopo l’ictus e il sanguinamento
- Il paziente ha avuto un piccolo sanguinamento nel cervello (infarcimento emorragico), probabilmente dovuto al ripristino del flusso sanguigno.
- Questo sanguinamento non ha causato sintomi e il paziente è migliorato.
- La decisione su quando riprendere la terapia anticoagulante è stata presa seguendo una regola chiamata “regola del 3”, basata sulla gravità dell’ictus secondo le linee guida europee.
- Dopo 10 giorni, il paziente continuava a migliorare (NIHSS 2) e la TAC mostrava che il sanguinamento si era completamente riassorbito.
La scelta della terapia anticoagulante a lungo termine
- Per prevenire nuovi ictus, è stato scelto un anticoagulante chiamato Edoxaban, a dose ridotta (30 mg al giorno) perché il paziente è anziano, ha un peso basso e problemi ai reni.
- Controlli a 3 e 6 mesi hanno mostrato che la funzione renale era stabile e non c’erano nuovi ictus.
In conclusione
Questo caso mostra che anche in pazienti anziani con molte malattie è possibile gestire efficacemente un ictus. La terapia deve essere personalizzata, tenendo conto delle condizioni generali e dei rischi, per ottenere il miglior risultato possibile e prevenire complicazioni future.