Il caso clinico
Parliamo di una donna di 84 anni che è arrivata al Pronto Soccorso dopo aver avuto difficoltà a parlare e confusione, sintomi che però erano migliorati al momento della visita. Al suo arrivo, le sue condizioni generali erano discrete e stabile dal punto di vista della pressione e del battito cardiaco. I familiari hanno riferito che il giorno prima aveva avuto palpitazioni e stanchezza, ma non aveva fatto controlli.
Le malattie e i trattamenti in corso
La paziente aveva diverse condizioni mediche:
- ipertensione (pressione alta);
- colesterolo alto;
- diabete controllato con farmaci orali;
- tumore al colon trattato con intervento chirurgico e chemioterapia;
- insufficienza renale cronica (funzione dei reni ridotta);
- ipotiroidismo causato da tiroidite di Hashimoto, curato con farmaco sostitutivo.
La terapia abituale includeva vari farmaci per queste condizioni e la chemioterapia.
Esami e valutazioni
All’esame fisico, la paziente aveva battito cardiaco irregolare e veloce, ma senza problemi respiratori evidenti. L’elettrocardiogramma mostrava una fibrillazione atriale, cioè un battito cardiaco irregolare e rapido. L’ecocardiogramma, un esame che guarda il cuore con gli ultrasuoni, mostrava una buona funzione del cuore senza problemi alle valvole.
Gli esami del sangue erano nella norma, tranne per una ridotta funzione renale. La TAC cerebrale non mostrava segni di ictus recente, ma una condizione cronica dei piccoli vasi cerebrali.
Un ecocardiogramma transesofageo, che esamina il cuore da vicino tramite una sonda inserita nell’esofago, ha evidenziato la presenza di un piccolo coagulo (trombo) in una parte del cuore chiamata auricola sinistra.
Scelte terapeutiche
Dato il coagulo, non si è tentata la cardioversione (un trattamento per riportare il cuore al ritmo normale) subito, per evitare il rischio di embolia (coaguli che si staccano e possono causare problemi altrove). Si è iniziata una terapia per rallentare il battito cardiaco con Metoprololo.
La paziente è stata dimessa con la diagnosi di un piccolo evento ischemico transitorio (TIA) e fibrillazione atriale di nuova diagnosi. La valutazione del rischio di trombosi e sanguinamento ha indicato la necessità di iniziare un anticoagulante, Edoxaban, a dose ridotta di 30 mg al giorno, insieme al Metoprololo.
Follow-up e risultati
Dopo 4 settimane di terapia con Edoxaban, un nuovo ecocardiogramma transesofageo ha mostrato che il coagulo nel cuore era scomparso. Si è quindi proceduto con la cardioversione elettrica sotto sedazione profonda, che ha avuto successo riportando il cuore a ritmo normale.
Al controllo dopo 12 mesi, la paziente stava bene, senza sintomi cardiovascolari, con ritmo cardiaco regolare e senza episodi di afasia o sanguinamenti.
In conclusione
Questo caso mostra come, in una paziente anziana con molte malattie e rischio sia di coaguli che di sanguinamenti, sia possibile usare un anticoagulante a dose ridotta in modo efficace e sicuro. La scelta del dosaggio giusto è importante per proteggere il cuore e il cervello, evitando complicazioni.