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Articolo per pazienti Pubblicato: 14/03/2022 Lettura: ~2 min

L'uso di empagliflozin nello scompenso cardiaco acuto

Fonte
Voors et al. Studio pubblicato con DOI: 10.1038/s41591-021-01659-1.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Andreina Carbone Aggiornato il 02/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Lo scompenso cardiaco acuto è una condizione seria che porta spesso a ricoveri ospedalieri, specialmente nelle persone sopra i 65 anni. Recenti studi hanno valutato l'efficacia di un farmaco chiamato empagliflozin nel migliorare la salute di questi pazienti durante e dopo il ricovero. Qui spieghiamo in modo semplice cosa è stato scoperto e cosa significa per chi affronta questa malattia.

Che cos'è lo scompenso cardiaco acuto

Lo scompenso cardiaco acuto è una situazione in cui il cuore non riesce a pompare sangue in modo efficace, causando sintomi gravi che spesso richiedono un ricovero in ospedale. È una delle cause più frequenti di ospedalizzazione nelle persone oltre i 65 anni e può influire molto sulla qualità della vita.

Il ruolo di empagliflozin

L'empagliflozin è un farmaco appartenente a una classe chiamata inibitori del cotrasportatore sodio-glucosio 2 (SGLT2). Questi farmaci sono stati studiati soprattutto per il trattamento del diabete, ma si è scoperto che aiutano anche il cuore a funzionare meglio in persone con scompenso cardiaco cronico.

In particolare, empagliflozin ha dimostrato di ridurre il rischio di morte per problemi cardiaci o di nuovi ricoveri per scompenso cardiaco, sia in pazienti con una ridotta capacità di pompare il sangue (frazione di eiezione ridotta) sia in quelli con una funzione cardiaca conservata.

Lo studio EMPULSE: cosa è stato fatto

Uno studio recente chiamato EMPULSE ha valutato se iniziare il trattamento con empagliflozin durante il ricovero per scompenso cardiaco acuto fosse sicuro ed efficace. Lo studio ha coinvolto 530 pazienti con scompenso cardiaco acuto, sia nuovi casi (de novo) sia con una storia di scompenso cronico peggiorato.

I pazienti sono stati divisi in due gruppi: uno ha ricevuto empagliflozin 10 mg al giorno, l'altro un placebo (una sostanza senza principio attivo). Il trattamento è iniziato quando i pazienti erano clinicamente stabili, in media dopo 3 giorni dal ricovero, e continuato per 90 giorni.

Risultati principali

  • Il gruppo trattato con empagliflozin ha mostrato un miglioramento clinico significativo rispetto al placebo.
  • Questo beneficio includeva una riduzione della mortalità, meno episodi di scompenso cardiaco e un miglioramento dei sintomi.
  • Il beneficio è stato osservato sia nei pazienti con scompenso cardiaco nuovo che in quelli con scompenso cronico peggiorato.
  • Il miglioramento è stato indipendente dalla funzione del cuore (frazione di eiezione) e dalla presenza o meno di diabete.
  • Empagliflozin è stato ben tollerato, con meno eventi avversi gravi rispetto al gruppo placebo.

In conclusione

Iniziare il trattamento con empagliflozin durante il ricovero per scompenso cardiaco acuto è sicuro e può portare a un miglioramento significativo della salute nei mesi successivi. Questo farmaco rappresenta quindi un'opzione importante per aiutare chi soffre di questa condizione, migliorando la sopravvivenza e riducendo i sintomi.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Andreina Carbone

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